Serie D, Calvi Noale-Union Feltre 1-2

ALVI NOALE (4-4-2): Bordignon; Vianello (63′ Boesso), Griggio, Conti, Taddia; Rigoni, Bandiera, Casagrande, Zender (63′ Tonani); Baldrocco, Bernasconi.
Allenatore Giovanni Soncin.
UNION FELTRE (4-4-2): Borrelli; Pinton, Busatto, Guagnetti, Salvadori; Rizzo, Pelizzer (76′ Fusciello), Tanasa, Cossalter (90′ Stefani); Madiotto (81′ Gjoshi), Calì (94′ Giacomazzi).
Allenatore Andrea Pagan.
ARBITRO: Bogdan Nicolae Sfira di Pordenone.
MARCATORI: 56′ Madiotto, 77′ Calì, 83′ Bernasconi.
NOTE: pomeriggio coperto, terreno in ottime condizioni, spettatori 250 circa. Recupero p.t.1′, s.t.5′. Angoli 7-3 per la Calvi. Ammoniti Casagrande, Bandiera, Griggio e Bernasconi (CN), Calì e Busatto (UF).
Cronaca
Senza soffrire non ci piace, ma oggi torniamo da Noale col bottino pieno, ed un bel carico di autostima. Facciamo nostra una partita dai due volti: molto bloccata nella prima frazione -quasi ci si trovasse davanti ad una scacchiera-, movimentata ed intensa nella ripresa, quando la sblocca il gioiello di Madiotto, la indirizza ancor più il prepotente raddoppio di Calì ed arriva infine l’acuto di Bernasconi a rimetterla in bilico, a farcela sudare fino al 95′. Stavolta, però, la vittoria la conduciamo in porto, e sono tappe fondamentali nel nostro percorso di crescita, in quel famoso “da gruppo che siamo occorre diventare squadra”.
Il campo è piccolo, la tribuna a ridosso, il pomeriggio grigio. Le squadre si schierano a specchio, ma i nostri esterni alti (Cossalter e Rizzo), non appena riconquistiamo palla, vanno più spontaneamente dei colleghi a giocare sulla linea degli avanti. Busatto&Guagnetti coppia centrale, Pelizzer di nuovo al fianco di Tanasa. Capitan Bandiera catalizza la manovra veneziana, Casagrande prova a metterci qualità, Bernasconi si sdoppia, riferimento offensivo ed insieme raccordo tra la mediana e Baldrocco.
Cominciamo bene, propositivi, a proporci nella loro metacampo, ma, al 6′, ci scappano in ripartenza: Baldrocco, un paio di metri dentro l’area, può concludere col destro in diagonale, lo mastica e finisce per imbeccare Zender, il cui tentativo sul secondo palo è assorbito dalla collaborazione tra Pinton e Borrelli. La prima fase, in realtà, non produce grandi sussulti. Le squadre si alternano nell’iniziativa, senza tuttavia la necessaria incisività. Si giunge al 26′, quando Pinton slalomeggia sulla destra, via uno, via due, fondo e gran rasoterra a tagliare tutta l’area, senza che alcuno dei compagni si presenti all’appuntamento. Tre minuti, e disegniamo la più bella trama del nostro primo tempo: Madiotto, a mezzo metro dalla linea laterale ed accerchiato da tre avversari, riesce a farla filtrare d’esterno verso Calì, sponda di prima intenzione per Cossalter che entra in area, ubriaca Vianello con la finta, converge sul destro e calcia, impattandola però scarsa e mettendola fiacca sul fondo. Peccato. A 10′ dal riposo, Pagan inverte lo stesso Cossalter e Rizzo. In escursione offensiva, Salvadori brucia Griggio che stava per calciare, fallo netto, ad un centimetro dalla linea dell’area (c’è chi giura dentro…), Madiotto calcia la punizione e va a sbattere sulla barriera, recupera el niño che, da destra, incrocia il diagonale: deviazione impercettibile, palla in angolo. Non c’è altro, dopo un minuto di recupero si rientra negli spogliatoi.
Nessun cambio al rientro, ma Pagan riporta Rizzo e Cossalter nelle posizioni originarie. Di nuovo, cominciamo con personalità e bel piglio. Pelizzer prova da trenta metri, Bordignon agguanta in scioltezza. Insistiamo, rimessa laterale alta, sulla sinistra, la palla giunge a Cossalter che la tocca di giustezza verso Madiotto, già in area, el diez avverte il fremito e non ci pensa su: gli esce dal destro una parabola magnifica, che si arcua e va a morire, imparabile, a fil di palo, con Bordignon vanamente proteso in tuffo. Gol d’autore, applausi, 1-0 per noi! La Calvi non ci sta, Bernasconi calcia in bocca a Borrelli, mister Soncin opera il doppio cambio ed i suoi alzano il ritmo. Casagrande fucila col destro da fuori, palla ben alta, poi Borrelli allontana col pugno un angolo battuto da destra e, prima che la palla tocchi terra, Taddia lascia partire un grande shoot di collo pieno proprio dal limite dell’area che il nostro estremo è bravo e reattivo a respingere. Ci schiacciamo troppo, fatichiamo a riconquistar palla in mezzo al campo e tenerla noi, per riabbassare i ritmi. Pagan interviene, dunque: Rizzo si abbassa sulla linea di Pelizzer, Tanasa va a schermare i due centrali difensivi, Madiotto sta alto a destra, Cossalter alto a sinistra, e torniamo al 4-3-3. La luce si smorza, una nebbiolina lieve avvolge l’impianto, si accendono i riflettori. Fusciello rileva Pelizzer e, in un minuto, trova il modo di rendersi utile: tien viva una palla quasi sul fondo, sbaglia, la riprende, dà dietro a Madiotto che la taglia di prima intenzione sul palo più vicino, Calì ha fatto il movimento e calcia, contrastato da Conti, Bordignon in qualche modo respinge, la palla rimane lì, il tanque di Enna ritrova la coordinazione ed il tempo per scaraventare in porta, di puro slancio: è il 2-0, tutti ad abbracciarlo tra la bandierina del corner e la rete di recinzione!
Manca un quarto d’ora, siamo sul doppio vantaggio, la partita andrebbe congelata. Pagan toglie Madiotto, applaudito in tribuna, e butta dentro Lillo Gjoshi, per un 4-1-4-1 finale. La Calvi ha un sussulto d’orgoglio: discesa sulla destra e palla dentro, cincischiamo sul rinvio, resta lì, Bernasconi insacca da tre metri. 1-2, rimangono 7′ più il recupero. I veneziani vanno all’arrembaggio, ora c’è da stringere i denti, ogni pallone buttato dentro (angoli, punizioni laterali, cross dalla trequarti) può diventare letale. Ma, a 2′ dal termine, l’occasione monumentale ce l’abbiamo noi: Calì lavora palla e cede a Rizzo, contrasto, palla per Cossalter che calcia col mancino ben dentro l’area di rigore, ma angola troppo e perde l’opportunità di chiudere la contesa. C’è spazio per Stefani, quindi per Giacomazzi. Corner per la Calvi, l’arbitro lo fa battere, Busatto di testa ancora in angolo, ma adesso tempo non ce n’è più. Triplice fischio, è vinta, alè!
Calvi Noale-Union Feltre, Le Interviste a caldo
di Alessandro Cossalter 12 novembre 2017 Interviste in Prima Squadra
Il primo è Luca Borrelli, sulla porta dello spogliatoio. Luca, la nostra dose di sofferenza noi ce la dobbiamo sorbire, non c’è niente da fare… “Quella… quella solita [sorride]! Ma bisogna tener conto che sono situazioni difficili, e questo è un campionato molto equilibrato: non è semplice portarla a casa subito e mettere il risultato al sicuro, soprattutto contro squadre così, in casa loro… Siamo stati bravi, abbiamo saputo restar lì con la testa e prenderci i tre punti: era quel che contava”. Cosa vi siete detti negli spogliatoi: siete rientrati in campo con tutt’altro piglio… “Niente di speciale. Dovevamo continuare a giocare come stavamo facendo, mettendoci però quel qualcosina in più che infatti abbiamo saputo proporre nei 25/30 minuti iniziali della ripresa”. Cercavamo la vittoria che ci desse una scossa: può essere questa? “Oggi abbiamo semplicemente fatto una partita da Union Feltre, una di quelle che sappiamo fare. Non so se sarà la partita della svolta. So che questi tre punti ci daranno la fiducia ed il coraggio per affrontare il prosieguo del nostro cammino in maniera sempre migliore”.
Tocca a Giovanni Madiotto, tornato ad uno di quei suoi gol per cui val la pena esserci. “Sì, è una di quelle cose che cercavo da un po’ e che già in passato mi erano riuscite. Ma per me conta fin là, il tipo di gol: basta che la palla termini in rete, la vera emozione è quella. Sono contento che oggi sia servito a sbloccare un match complicato, purtroppo nel finale abbiamo patito qualche brivido che magari potevamo evitare, ma dai, è andata bene, e vincere qui era molto molto importante. Non so ancora cos’abbiano fatto le altre, ma su qualcuna abbiamo certo recuperato dei punti, ed ora abbiamo Liventina e recupero col Legnago: ecco, dopo quelle due partite, vediamo a che punto siamo”. Primo tempo equilibrato, in effetti da 0-0, e poi rientriamo con un altro spirito, con un atteggiamento più aggressivo. “Nel primo tempo stavamo facendo benino, niente di più, e ce lo siamo detti nell’intervallo: così non basta, così non la vinciamo. Occorreva metterci qualcosa d’altro, l’abbiamo fatto, e la partita l’abbiamo vinta. Ripeto, nel finale siamo andati troppo in sofferenza, considerando che la gara l’avevamo in controllo. Ora pensiamo alle prossime due in casa: se facciamo bene -e mercoledì 22 giochiamo solo noi…- possiamo rimetterci là, con quelle davanti…”
Infine, mister Pagan. “Oggi avevamo bisogno di riprenderci almeno tre dei sei punti che ci siamo visti scivolare via tra domenica scorsa ed il mercoledì precedente, per tanti motivi. Oggi vincere era fondamentale, sennò mentalmente avremmo davvero potuto andare in difficoltà. La squadra sta bene, ha un’idea di calcio precisa, magari oggi è stata meno bella di qualche partita fa, ma più concreta. Certo, ci sono situazioni nelle quali dobbiamo crescere: con tutto il rispetto per la Calvi, loro oggi, a parte qualche angolo, non è che stessero facendo granchè, e queste sono partite che non dobbiamo far riaprire. Nell’azione del loro gol, bisogna essere più bravi, portare il loro uomo verso la bandierina, non permettere mai che la giochi dentro l’area. Ma questo, se proprio vogliamo guardare il dettaglio. Oggi voglio invece fare i complimenti ai ragazzi, hanno fatto una prestazione importante, di corsa, di lotta, di contrasti anche maschi… oggi era una vera partita di serie D, quando ne vedi certe dove si gioca troppo bene, ecco, quelle rischiano di non essere partite di serie D… Oggi siamo stati all’altezza, ecco”. Però c’è stato un bel cambio di marcia, tra il primo ed il secondo tempo: quali corde sei andato a toccare? “Posso rivelare senza problemi quel che ho detto ai ragazzi: oggi non avete gli stessi occhi che avevate domenica. Il nostro primo tempo era buono, ma col buono non vinci. Occorre tu faccia qualcosa d’importante, che magari non ha a che fare con la tecnica o con la tattica, ma è una questione di corsa, di cuore e di atteggiamento”. Julio Velasco parlava di occhi di tigre… “Ecco, non so se erano di tigre, però… hai presente nei cartoni animati, quando vedi il simbolo dei soldi nelle pupille? Ecco, io nelle loro pupille non vedevo il simbolo dei tre punti, nel primo tempo! Domenica glielo vedevo, e nella ripresa di oggi gliel’ho rivisto di nuovo. Bene, adesso abbiamo sei o sette giorni, non so ancora se anticiperemo con la Liventina… Dobbiamo imparare ad essere brutti, a gestire le fasi in cui conta la concretezza: una palla che sta andando verso la bandierina dobbiamo farla andare verso la bandierina! Non può venirne fuori un cross, una mezza mischia, ed il gol che ci mette dentro il solito finale thrilling”. A proposito, hai chiuso col 4-1-4-1, passando per il 4-3-3: c’era da rinforzare la metacampo… “Sì, soprattutto quando loro hanno messo dentro Tonani, venivano a prenderci dietro i nostri due mediani, che non riuscivano più ad andare a pressione né a proteggere la difesa. A quel punto, con Tanasa a schermo, ci giocavamo il 3 contro 2 dietro, e le due mezzali, Rizzo e Tobia, mi tornavano aggressive sui loro due mediani. Perdevamo un uomo davanti, ma abbiamo chiesto un po’ di sacrificio a Calì, che ce l’ha dato, e lì la squadra s’è mossa bene, è stata brava. Peccato, ripeto, per quell’episodio, ma la squadra in quel momento ha interpretato molto bene le direttive che le ho dato”.
CONDIVIDI:




