Serie D, Union Feltre-Ambrosiana 1-0

UNION FELTRE (4-3-3): Borrelli; Pinton, Busatto, Guagnetti, Salvadori; Zonta (77′ Boschet), Tanasa, Fusciello (70′ Pelizzer); Madiotto, Calì (95′ Giacomazzi), Cossalter (86′ Rizzo).
Allenatore Andrea Pagan.
AMBROSIANA (5-4-1): Cecchini; Dall’Agnola, Friggi, Zamboni (54′ Pereira), Andreis, Perinelli; Testi (62′ Pietropoli), Leonardi (77′ Biasi), Filippini, Ceretta (46′ Manconi); Visentini (77′ Menini).
Allenatore Tommaso Chiecchi.
ARBITRO: Federico Modesto di Treviso.
MARCATORI: 8′ Madiotto.
NOTE: pomeriggio coperto, terreno viscido ma in buone condizioni, spettatori 350 circa. Recupero p.t.1′, s.t.6′. Angoli 5-3 per l’Union Feltre. Ammoniti Pereira e Filippini (AM).
Cronaca
Secondo successo stagionale, secondo allo “Zugni Tauro”, secondo per 1-0 passando in vantaggio all’alba della partita. Oggi erano fondamentali i tre punti, ed i tre punti sono arrivati. Come? Con un primo tempo intenso, condotto da cima a fondo, nel quale il bottino poteva essere ben più pingue. E con una ripresa involuta, invece, molto diversa, nella quale l’Union Feltre ha via via perduto smalto, ed ha smesso di giocare quel calcio che tanto favorevolmente aveva impressionato fino al riposo. Non che si siano concesse all’Ambrosiana chissà quali opportunità di pareggiarla, ma la partita s’è fatta sporca, s’è complicata, e sulle tribune ha serpeggiato qualche ansia di troppo. E’ finita coi tre punti, in ogni caso, e con la squadra a raccogliere l’applauso ed il saluto sotto la est.
Andrea Pagan ci spiazza: via le mezzali sin qui titolari, Rizzo e Pelizzer, dentro Zonta e Fusciello, Busatto ancora preferito a Guzzo, il resto come da copione. Mister Chiecchi schiera l’Ambrosiana con un 5-4-1 particolarissimo: d’accordo i due esterni, che, riuscissero a guadagnare palla e campo, lascerebbero la difesa a tre. Ma la stranezza è Filippini, sulla carta centrocampista centrale al fianco di Leonardi, ma molto più propenso a sganciarsi sul centro-sinistra, di modo che, a catena, Ceretta può accentrarsi, supportando Visentini molto più spesso di quanto non faccia Testi, suo omologo. In realtà, sono meccanismi che nel primo tempo si intravedono soltanto, dato che l’Union Feltre almeno per mezz’ora avrà un possesso-palla attorno al 75%, e che nella ripresa spariscono proprio: dopo nemmeno dieci minuti, mister Chiecchi butta dentro Pereira e passa al 4-2-3-1, alla ricerca di una presenza più folta e più costante sulla nostra trequarti.
Piove da una mezz’oretta quando l’arbitro dichiara aperte le ostilità: l’erba è viscida, ma il fondo dello “Zugni” si mostra in gran forma. Subito progressione di Cossalter sull’out mancino, chiusura in angolo. Siamo partiti a mille. Al 4′, gran soluzione balistica di Salvadori tutto sull’esterno, Cecchini si salva in tuffo respingendo. Fusciello tocca mille palloni, è nel cuore del gioco. Zonta ci mette subito dinamismo e volontà. Tanasa li fa muovere, dirige e sorveglia. Punizione dal vertice sinistro dell’area, la calcia Madiotto a giro, la palla scende tardi e sorvola il sette più lontano. All’8′, l’assedio verdegranata trova lo sbocco: Madiotto riceve da Pinton che si butta dentro, il tocco di ritorno è sporcato da un veronese e termina sui piedi di Zonta, bravo a resistere al contatto e trovare il fondo, tocco rasoterra nel cuore dell’area, Calì la difende col corpo ed apparecchia per l’accorrente Madiotto che fulmina Cecchini con un sinistro letale di prima intenzione, 1-0.
Intorno al quarto d’ora, Fusciello è chiuso in area al momento di concludere. L’Ambrosiana è in difficoltà, non riparte mai. Combinazione studiata in allenamento: Cossalter rientra sul destro e mette il cross ampio a cercare il taglio dell’esterno opposto, Madiotto incorna da pochi metri, bravo Cecchini a sputarla fuori d’istinto. Ecco l’unico segnale dei rossoneri ospiti: Visentini va via a destra e la mette dentro a pelo d’erba, Busatto è vigile e sventa in scivolata. 35′, gran controllo in corsa di Cossalter, nell’occasione a destra, el niño resiste ad una carica, si porta in area e la mette rasoterra sul rimorchio di Fusciello, piatto destro a botta sicura, ma Andreis lo sporca e manda in angolo. Tentativo senza pretese di Leonardi da fuori, palla ben alta, intervallo.
Ripresa. Nel giro di otto minuti, mister Chiecchi cambia un esterno alto ed inserisce una mezzapunta per il centrale difensivo Marco Zamboni, ex Vicenza e Chievoverona, tra le altre. Rompe gli indugi, insomma, alla ricerca del pari. Pagan, più avanti, toglie Fusciello e dà ulteriore nerbo alla mediana inserendo Pelizzer. Poi butta dentro Boschet al posto di Zonta, disegnando un 4-4-2 assai offensivo, nel probabile intento di sferrare all’Ambrosiana il colpo del k.o. Il predominio rossonero non produce occasioni reali. Un sinistro di Madiotto dai 22 metri viene abbrancato facile da Cecchini. All’85’, mischione da paura su penetrazione a destra di Pietropoli, batti e ribatti, la risolve Borrelli buttandosi in presa nella selva di gambe. Al 90′, caparbio il neo-entrato Rizzo che entra in area dalla sinistra, la difende, la tocca a Madiotto che vede sopraggiungere Pelizzer e gli arma il destro dal limite: uno stinco devia in angolo una traiettoria che pareva vincente. Al 4′ di recupero, la tigna di Calì, che va a contendere palla a Biasi sulla linea laterale, vince il duello, s’invola fin dentro l’area ed incrocia un diagonale che si perde di un metro sul fondo: stremato, si accascia e si dispera. Lo rileva Giacomazzi, a rinforzare la contraerea. Ma tempo non ne resta praticamente più: è vinta!
Post partita
Giovanni Madiotto, il match-winner. Una partita dai due volti, quella di oggi. “Sicuramente nel primo tempo potevamo chiuderla, magari fare il secondo gol e giocare un po’ più tranquilli nella ripresa, ma a me piace sottolineare che anche oggi gol non ne abbiamo subiti, dando prova un’altra volta di grande solidità”. La presenza di Calì ti dà modo di esaltare le tue caratteristiche, ti restituisce a zone di campo che senti più tue. “Avere uno come Vince mi aiuta, per il mio modo di giocare. Poi l’avete visto: se c’è bisogno di fare altro, mi adatto, indietro non mi tiro. Con un centravanti come lui, posso partire da destra o da sinistra, mi è quasi indifferente…” Indifferente? “Beh, chiaro, essendo io un destro naturale, partire da sinistra per me è più comgeniale. Ma occorre tener conto di un aspetto: se, come oggi, hai a destra due giocatori come Pietro e Pinto, che spingono molto, io mi posso accentrare spesso, e finisco quasi per fare la seconda punta, posso svariare…” Il tuo gol di oggi l’anno scorso non lo potevi segnare, perchè quel tipo di assist che oggi ti fa Calì mancava chi potesse fornirtelo. “E’ un ottimo attaccante, questo lavoro sa farlo molto bene. D’altronde, giochiamo l’uno per l’altro. Arriverà presto il momento in cui sarà Vincenzo a poter beneficiare di qualche mia giocata da rifinitore”. Le difficoltà della ripresa fanno parte di quel processo di cui parlava il mister qualche settimana fa, per cui un gruppo ha bisogno di un po’ di tempo per divenire una squadra? “Guarda, a caldo non è facile analizzare. A me pare che la questione sia quella che dicevo prima: occorreva andare al riposo con ben altro vantaggio, avremmo vissuto una ripresa del tutto diversa. Un aspetto nel quale di sicuro dobbiamo crescere c’è, a mio avviso: dobbiamo aumentare i minuti di predominio sull’avversario. Su questo lavoreremo, ma oggi abbiamo vinto, e non è poca cosa”.
Pietro Zonta è disabituato a taccuini e microfoni. Non è sicuro di cavarsela. Prende tempo. E invece, dopo la bella prestazione sul campo, ne esce bene anche qua… Pietro, decisivo nell’azione del gol, ed un bel dinamismo per tutto il primo tempo. “L’importante è aver vinto, innanzitutto: venivamo da due pareggi, e la vittoria di oggi in qualche modo li rende più preziosi, dà continuità. Oltretutto, terza di fila in cui non subiamo gol, quindi bene. Per quanto riguarda me, io nasco terzino, mi sono adattato a mezzala come mi ha chiesto il mister, ho cercato di fare del mio meglio anche lì”. A cosa è dovuta, a tuo avviso, la differenza tra il primo tempo ed il secondo? “Ci siamo forse schiacciati troppo, abbiamo smesso di giocare palla come sappiamo fare. Non rischiavamo niente, però per diventare grandi -e io credo questa squadra ne abbia le potenzialità- dobbiamo migliorare su questi atteggiamenti. D’altro canto, siamo solo alla quinta di campionato, che ci eravamo dati come riferimento: fin qui, siamo dentro i programmi. Adesso, lavorando, possiamo crescere ancora”. Funziona bene la fase difensiva, comunque. “Perchè lavoriamo di squadra, dagli attaccanti in giù. Vincenzo, Madio ed Alex chiudono gli spazi, aiutano noi mezzali, chiaro che la difesa finisce per subire poco. E’ un grande lavoro collettivo, e di questo siamo molto soddisfatti”.
Arriva mister Pagan, ed anche con lui partiamo dalle due facce che l’Union Feltre ha mostrato nel corso della gara. “Io meriti agli avversari proprio non ne voglio togliere, però oggi abbiamo grossi demeriti noi. Nel primo quarto d’ora sfondavamo di continuo soprattutto nella zona sinistra, senza che loro trovassero le contromosse: dovevamo continuare a farlo, fino a fargli male! Invece abbiamo smesso, abbiamo forzato troppo con ‘sta palla in mezzo ai loro centrali, mettendo anche un po’ in difficoltà Calì… Dovevamo leggerla meglio, essere più lucidi, meno timorosi, e chiuderla quando andava chiusa, perchè le partite poi sono lunghe, basta una mezza palla, un rimbalzo strano, e ti ritrovi con un pugno di mosche. C’erano le condizioni per metterla in sicurezza, dovevamo sfruttarle. Ho un po’ rivisto la partita di Tamai, guarda: per trenta minuti non c’era storia, poi la partita è girata. In ogni caso, nel complesso una buona partita, la nostra. Ed è la quarta in cui non subiamo gol. Lasciatemi sottolineare due momenti, che testimoniano quanto serva lavorarci sopra dal martedì al sabato [sorride]: il gol, con Giovanni che si accentra e la mezzala che si apre, e l’altra sua occasione, di testa, su cross di Alex, che vede e cerca il suo taglio, altra situazione che prepariamo durante la settimana… Ecco, avesse segnato anche lì, oggi sarei l’allenatore più felice del mondo!” Hai azzeccato le mezzali, oggi, a sorpresa, Zonta e Tobia, molto meglio oggi che da esterno alto. “La mossa è figlia del lavoro che fai in settimana: quando li vedi belli vivi, è giusto dar loro gli spazi per esprimersi. Fusciello ha fatto le prime tre ufficiali da esterno, poi ha dovuto riposare un paio di turni per scelta mia, oggi ha fatto una buona partita, pur su un fondo che non esalta le sue qualità. Ma dobbiamo essere più forti nell’ultimo passaggio, ma oggi entrambe le mezzali hanno fatto bene, ognuna coi suoi compiti specifici. E’ buona cosa avere alternative, poter contare su giocatori di gamba e su altri più creativi. Vedrai che troveranno spazio anche altri giocatori che ora come ora stanno giocando meno”.




