Serie D, Union Feltre-Clodiense 0-0

UNION FELTRE (4-3-3): Borrelli; Pinton, Busatto, Guagnetti, Salvadori; Pelizzer, Tanasa, Gjoshi (69′ Calì); Rizzo (73′ Zonta), Madiotto, Cossalter (89′ Boschet).
Allenatore Andrea Pagan.
CLODIENSE (3-5-2): Luppi; Abcha (39′ Granziera), Caso, Moretto; Mazzola, Delcarro, Conti (66′ Gori), Hima, Dell’Andrea; Farinazzo, Baido.
Allenatore Massimiliano De Mozzi.
ARBITRO: Fabian Brognati di Ferrara.
NOTE: pomeriggio tiepido, terreno in buone condizioni, spettatori 400 circa. Recupero p.t.1′, s.t.3′. Angoli 3-2 per l’Union Feltre. Ammoniti Granziera e Dell’Andrea (CL). Al 44′, allontanato dalla panchina verdegranata l’allenatore in seconda, Vanni Berlese, per proteste.
Partita bloccata, molto tattica, avara di sussulti. Termina con un pareggio giusto, per quanto mostrato dalle due squadre. La Clodiense tiene di più il pallino, l’Union Feltre bada a non concedere nulla, memore di quanto accaduto sette giorni fa a Tamai, si rinsalda attorno alla sua coppia di centrali difensivi, Busatto e Guagnetti, attentissimi, e prova a pungere non appena gli ospiti dovessero perdere gli equilibri. Succede in un paio di occasioni, non di più. De Mozzi difende a tre, con i ripiegamenti sugli esterni di Mazzola e Dell’Andrea. Ma per tutto il primo tempo, prevalendo i lagunari nel possesso di palla, il potenziale uno-contro-uno dei nostri avanti sulla loro terza linea non ha modo di concretizzarsi. Rizzo è preferito a Fusciello come attaccante esterno: ci mette una mezz’oretta a trovare passo e misure, poi risulterà il più ispirato del reparto. In mezzo lo rileva Gjoshi, mezzala sinistra. L’altra è al solito Pelizzer, con Tanasa direttore d’orchestra. Borrelli ha recuperato ed è regolarmente tra i pali, così come Salvadori e Pinton occupano la classica casella dei terzini. La Clodiense, ridotta all’osso davanti, deve supportare Baido con l’ex-Belluno Farinazzo, che punta vera non è. Bel piede Hima, mezzala sinistra. Bella corsa i due esterni, che consentono agli ospiti di difendere a cinque e di rinfoltire il centrocampo, così da impedire a Pinton e Salvadori raid troppo frequenti.
Il manto dello “Zugni” ha tratto evidenti benefici dalla recente semina. C’è un buon pubblico, il sole scalda. La fase di studio che apre il match tende a protrarsi, occorre attendere il 25′ perchè il taccuino prenda colore: messo in ambasce da un retropassaggio arrischiato, l’estremo Luppi è costretto al frettoloso rinvio di piede sulla pressione di Madiotto, la palla batte sul nostro 10 e pare filare verso la porta… illusione ottica, va a perdersi tre, quattro metri sul fondo. Guagnetti presidia la sua zona con vigoria e scrupolo, Busatto tiene alti gli standard del reparto. Alessio Rizzo inizia a trovare confidenza e prova le prime giocate, Cossalter si sbatte ma non cava granchè dal cilindro, Madiotto stranamente non incide, o forse è la caviglia ancora in condizioni non ottimali. Al 37′ Guagnetti stacca di testa appena dentro la nostra metacampo, viene probabilmente sbilanciato, l’arbitro non ravvisa irregolarità, Baido può controllare, girarsi ed imbucare sulla corsa di Farinazzo che, entrato in area, silura col destro: palla alta. De Mozzi deve buttar dentro il quinto fuoriquota, a rilevare l’infortunato Abcha. Spaventosa accelerazione di Pinton, i primi due li salta, il muro granata infine lo respinge. El niño smista su Salvadori, solito cross col contagiri, Madiotto ci si avventa in allungo, ma arriva tardi d’un soffio: identico sviluppo d’azione rispetto al gol del raddoppio di Tamai, ingiustamente annullato, una settimana fa. Il signor Brognati di Ferrara, distintosi per una fiscalità in diverse occasioni eccessiva (uomini che si scaldano, punto da cui battere una punizione, …), caccia Vanni Berlese dalla nostra panchina, ed è di fatto l’ultimo episodio degno di cronaca nei primi quarantacinque minuti.
Nessun cambio alla ripresa. Ma un cambiamento sì: adesso l’Union Feltre prende in mano la partita, alza il proprio baricentro, e comincia a creare grattacapi alla Clodiense. Dopo una decina di minuti, gran difesa palla di Rizzo spalle alla porta, controlla, tien distante il marcatore ed apparecchia per Madiotto, qui abilissimo a calciare in anticipo con una puntatina in diagonale che chiama Luppi al gran tuffo sulla propria destra: angolo. Altra idea di Rizzo, sulla profondità di Cossalter, Granziera sventa per il rotto della cuffia. Botta da fuori di Gjoshi, respinta da Caso a tre metri dalla linea di porta. E’ il nostro momento migliore, la partita sembra girare, il gol pare maturo. Invece la Clodiense ritrova le distanze, riesce a riportarsi su d’una quindicina di metri, ed a rimettere la gara sui binari del primo tempo. A metà ripresa, alcune sostituzioni, fino al traversone strambo di Dell’Andrea dall’out mancino che svolazza ed inganna Borrelli, andando a battere sulla traversa prima di ricadere in campo ed esser spazzato lontano. E’ entrato Calì, che mette al solito chili e centimetri a disposizione della squadra. Ma sono ancora i granata di De Mozzi a flirtare col vantaggio: su un altro cross da sinistra, grande inserimento di Delcarro che plana sul secondo palo ad impattare col piattone destro: palla alta, grande chance. Pagan inverte Cossalter e Madiotto, e la grande chance finale ce l’abbiamo noi: su un lancio profondo proveniente dalle retrovie, Calì lavora col fisico, manda a vuoto Caso e, sulla disperata uscita di Luppi, lo beffa con la palombella d’esterno destro, che s’abbassa però appena tardi e va a rimbalzare sulla parte alta della traversa. Peccato, finisce 0-0.
Riccardo Busatto, come lo dobbiamo prendere questo punto? “Due squadre molto attente, che hanno concesso poco all’avversario. Tipica partita tattica che solo il guizzo di un singolo avrebbe potuto sbloccare. Siamo stati bravi a tenere il campo con ordine, limitando le loro qualità. E loro altrettanto”. Avevamo cambiato marcia nella prima metà della ripresa, poi la Clodiense ha ritrovato equilibrio. “Sì, ci eravamo detti negli spogliatoi di provare a cambiare qualcosina, e li abbiamo messi in difficoltà. Ma sono stati bravi a riprendere le misure subito, e la partita è tornata in quella sorta di stallo che aveva caratterizzato il primo tempo. Ti dirò, sono un po’ combattuto: un filo di rammarico per non aver fatto nostra l’intera posta c’è, d’altro canto c’è la soddisfazione di non aver buttato via tutto, perchè quando non riesci a vincere è sempre bene non perdere. La Clodiense, oltretutto, mi ha davvero impressionato, non so quante squadre così organizzate ci siano nel girone, per cui il pareggio di oggi va valutato anche in prospettiva ed in base a quelle che saranno le gerarchie del campionato. E’ un buon punto, a mio avviso. Stiamo crescendo, a livello di gioco e di intesa. La condizione fisica non può che migliorare partita dopo partita. Avanti per la nostra strada”.
Stefano Pelizzer, si aveva proprio la sensazione che, senza il colpo di genio di uno dei ventidue, quello 0-0 fosse difficile da schiodare… “Eh, una partita difficile, oggi. Loro saranno anche una neopromossa, ma si vede che sono strutturati per far bene, hanno disponibilità ed un mister che sa farli giocare. Ma io oggi vedo il bicchiere mezzo pieno, in partite come queste due sono le cose: se sai difenderti, qualcosa te lo porti a casa, se non sai difenderti, ti prendi ‘na bambola che mezza basta… Noi, oggi, abbiamo fatto un passo avanti sotto l’aspetto della compattezza e della capacità di ragionare da squadra, di muoverci tutti assieme. Grandi occasioni non ne abbiamo concesse, siamo stati molto corti, e dev’essere così, in casa nostra nessuno deve trovare morbido. Certo, dobbiamo crescere, siamo giovani, siamo un gruppo che sta diventando squadra, ma guardiamo il lato positivo di questa gara e ripartiamo da quello: senza solidità non si va da nessuna parte. Altra nota positiva, quello che sottolinei tu, quella prima fase della ripresa dove davvero venivamo fuori bene, con personalità, con l’atteggiamento giusto. Ripeto, oggi a mio avviso prevalgono gli aspetti positivi”.
Mister Pagan, partita bloccata quella di oggi. “Lo dicevo ieri ad un vostro collega, con squadre così puoi vincere o perdere per un episodio. Grossa organizzazione tattica, noi e loro. Magari il bel calcio non s’è visto, perchè entrambe le squadre ci hanno provato, ma senza rischiare. Noi forse eravamo meno brillanti del solito, ed è proprio per questo che io vedo il bicchiere mezzo pieno: giochi bene mezz’ora, tutti ti fanno i complimenti, e vieni a casa con zero punti, oggi sei magari più opaco, però vieni via con un punto contro una squadra importante. Oh, ovvio che io devo guardare anche la concretezza. Certo che cerco il buon calcio, durante la settimana lavoriamo per questo, ma non sempre i risultati arrivano attraverso la qualità del gioco espresso. La Juventus vince scudetti su scudetti, ma non mi sembra che faccia ‘sto spettacolo… giusto per prendere l’esempio più eclatante del calcio italiano, eh. Ripeto, noi cercheremo di fare il nostro calcio e di imporlo, ma dobbiamo imparare a capire che ci sono gli avversari, ci sono domeniche particolari, magari vieni da una sconfitta e ci può stare che stai un po’ più attento a non sbilanciarti… magari qualche giocatore quel giorno non è proprio al top della forma… Detto questo, nella ripresa ho visto la mia squadra molto più compatta che nel primo tempo, negli spogliatoi ci siamo parlati ed i risultati si sono visti, e questo dev’essere il nostro punto di partenza. Oggi abbiamo fatto ciò che a Tamai non siamo stati in grado di fare. Siamo un gruppo, quello di oggi è uno dei passaggi necessari affinchè un gruppo divenga una squadra”. Su due singoli, ti chiedo un parere: Rizzo, che c’ha messo un po’ a prendere confidenza col “nuovo” ruolo e poi ha cominciato a metter là qualche palla deliziosa; e Calì, che stai gestendo e che ogni volta fa intravedere quanto potrà incidere sul nostro gioco offensivo. “Tieni conto che Alessio fino a qualche mese fa giocava con una Beretti, l’impatto con la serie D è un impatto forte. Fino ad oggi s’è calato nel ruolo della mezzala, che non è semplice, per tanti motivi. E’ più facile fare il terzino, mi vien da dire. Oggi ha fatto il trequarti, e l’ha fatto anche bene, deve crescere in fase difensiva, naturalmente, ma è un ragazzo disponibile, crescerà insieme alla squadra. Mi dici di Vincenzo: deve fare minuti, deve migliorare in condizione… e comunque io non sto a pensare a quelli che mancano, o a quelli che posso utilizzare solo per un tot… oggi abbiamo giocato con due ragazzi giovani davanti più Madiotto che non è una prima punta, bisogna anche considerare questo, quando si fa una valutazione di una partita… Dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno: ripeto, far bene mezz’ora, 35′, e restare col cerino in mano, serve a niente!”




