Serie D, Union Feltre – Mantova 3-3

UNION FELTRE (4-4-2): Borrelli; Pinton, Busatto, Guagnetti, Salvadori (27′ s.t. Gjoshi); Rizzo (27′ s.t. Zonta), Pelizzer, Tanasa, Cossalter (37′ s.t. Boschet); Calì, Madiotto.
Allenatore Andrea Pagan.
MANTOVA (4-3-1-2): Lombardo; Omohonria (1′ s.t. Camara) , Aldrovandi, Mioi, Riccò; Palma (1′ s.t. Baldinini), Raggio Garibaldi (47′ s.t. Suriano), Franchini; Correa; Speziale (19′ s.t. Debeljuh), Carrasco (42′ s.t. Pernigotti).
Allenatore Renato Cioffi.
ARBITRO: Alessio Boscarino di Siracusa.
MARCATORI: p.t. 9′ Franchini (MN), 41′ Madiotto (UF); s.t. 9′ Aldrovandi (MN), 25′ Correa (MN), 34′ Madiotto (UF), 43′ Madiotto (UF).
NOTE: pomeriggio soleggiato e rigido, spettatori 350 circa. Recupero p.t.1′, s.t.4′. Angoli 4-3 per il Mantova. Ammoniti Salvadori e Rizzo (UF), Carrasco e Lombardo (MN). Espulso Saccavino (MN) al 40′ s.t. per scorrettezza su Zonta commessa dalla panchina. Madiotto (UF) fallisce un calcio di rigore al 46′ p.t.
Cronaca
La partita, d’accordo. L’avversario blasonato, le polemiche che l’hanno preceduta, l’altalena di emozioni, le mille sliding doors, possiamo vincerla noi andiamo sotto di due la riprendiamo per i capelli… C’è un sacco di roba da raccontare, di oggi pomeriggio al Boscherai. Ma come si fa a non cominciare da Giovanni Madiotto? Non si può.
L’avete probabilmente già letto nelle note: Madiotto sbaglia un rigore al tramonto del primo tempo. Va bene. Tutto il resto è magia, però. E’ classe e tocco, intuizione e balistica, è gesto d’un giocatore che oggi concepiva un football diverso, che sentiva dentro una vibrazione tutta sua. Madiotto pareggia al 41′ con un mezzocollo destro magnifico, che parte dai 22/23 metri, s’allarga appena e va ad insaccarsi sotto l’incrocio dei pali. Madiotto realizza la seconda rete dell’Union Feltre fiutando la traiettoria di Cossalter sul primo palo e bruciando tutti per la deviazione di testa. Ed infine Madiotto ci regala il 3-3 con una perla autentica, che in un istante ci riporta a più di vent’anni fa: traversone lungo dalla sinistra, Del Piero va al volo col collo destro ruotando la caviglia e trova una parabola da delirio che scavalca il portiere e scolpisce il 3-2 sulla Fiorentina… Ecco, siamo tornati qua: il cross è di Boschet, in campo da cinque minuti circa, ed il gesto magnifico è del 10, che supera di pura sensibilità di piede un Lombardo in grande spolvero e permette così all’Union Feltre di riagguantare un Mantova che ad un certo punto pareva scappato via.
E’ giusto il pari? Dipende dall’angolo da cui la si guarda. Per gioco ed occasioni create no, l’Union Feltre ha costruito tantissimo, ha fallito un rigore, ha colpito una traversa (e chissà se davvero la palla è ricaduta fuori…), ha avuto addirittura il match-ball all’ultimo respiro, ed ha subìto due gol su tre assolutamente evitabili, con Borrelli piuttosto incerto e con una respinta di Busatto che l’arbitro ha visto al di là della linea di porta. Però il Mantova ha mostrato il cinismo e la concretezza tipici della squadra di livello, s’è portata sul doppio vantaggio a 20′ dalla fine, ha saputo reggere mentalmente di fronte alla nostra superiorità, senza disunirsi, affidandosi alla pulizia di tocco ed al sangue freddo di Raggio Garibaldi e di Correa, che non hanno mai smarrito la bussola in mezzo al traffico ed hanno consentito ai virgiliani di riguadagnare ogni volta i metri necessari a che l’Union Feltre non li rinchiudesse nella loro area.
Mister Pagan schiera gli undici previsti. Calzi sarà a disposizione da martedì, in panchina va Speranza perchè il secondo portiere Bartolini ha salutato ieri la comitiva ed è andato a cercar fortuna altrove: un saluto a Lorenzo, ed un “in bocca al lupo”! Il Mantova tiene Raggio Garibaldi nel ruolo di play-maker, Correa dieci metri più avanti, Speziale e Carrasco a svariare su tutto il fronte d’attacco. Ottavo minuto, Calì sgrezza la prima palla, mette giù ed apre su un Pinton che pare da subito in vena, cross arcuato del terzino, spizzata di testa di Madiotto, palla fuori non di molto. Ribaltamento, e vantaggio virgiliano: palla scodellata sul limite della nostra area, Franchini trova lo spazio per girarsi e far partire un destro che non pare irresistibile, Borrelli la vede forse in ritardo, arriva a sfiorarla appena, la palla tocca il montante e termina alle sue spalle: 0-1. Reagiamo prontamente: grande spunto di Cossalter che ne salta due in fascia sinistra, sprinta fin sul fondo e mette il cross, contrato. Al 20′, triangolo sullo stretto Pinton-Rizzo-Pinton, il 2 può entrare in area e cercare lo scavetto su Lombardo uscito a valanga, bravo l’estremo ospite a toccare in corner, sugli sviluppi del quale funzionano i nostri blocchi che liberano Madiotto all’incornata in tuffo dopo il rimbalzo della palla, è ancora il reattivo Lombardo a bloccare la conclusione. Spingiamo senza sosta, Tanasa allarga su Salvadori, gran cross liftato, incornata di Calì, Lombardo abbranca sulla figura. Al 38′, occasione monumentale: palla sulla corsa di Madiotto che, già in area, mette giù col petto ed esplode il collo mancino, traversa piena, la palla torna in campo, Calì tenta di farsi luce per ribadirla in rete, fallo in attacco. Non ci gira bene, santissimo il cielo… Ed invece, tre minuti dopo, il goalço: altra discesa del capitano, tocco corto su Cossalter che taglia dentro e scarica su Madiotto, controllo e destro fulminante che Lombardi può solo applaudire, 1-1! Manca poco all’intervallo, l’inerzia è tutta verdegranata, il Mantova boccheggia, Salvadori vien giù ancora e dà a Madiotto che illumina di tacco premiando l’inserimento del niño, che brucia Riccò in area, contatto, rigore! Madiotto va sul dischetto, cerca il rasoterra alla destra di Lombardo, ma l’impatto è debole e la traiettoria (peraltro intuita) si perde a lato… Santi e madonne… Eravamo già dentro l’unico minuto di recupero, ora non c’è più tempo, intervallo.
Due cambi per mister Cioffi, alla ripresa. Ma la prima chance è nostra: sventagliata di Guagnetti a pescare Rizzo, palla spostata sul mancino e cross, Calì a volo d’angelo, l’incornata si perde a lato. Nono giro di lancetta, e di nuovo andiamo sotto: su angolo dalla sinistra, Borrelli non esce, testa di Aldrovandi, Borrelli para ma non trattiene, è lo stesso centrale ex Modena a piazzare la zampata, Busatto respinge col petto, il guardalinee indica che è troppo tardi, la palla ha già varcato la linea bianca, 1-2 virgiliano. Rizzo suggerisce su Madiotto in profondità, il dieci brucia l’avversario sullo scatto e prova il lob mancino di prima intenzione vedendo Lombardo qualche metro avanti: il portiere si salva in volo plastico. Punizione laterale di Tanasa, stacca Guagnetti nel mucchio, palla oltre la traversa. Carrasco, già ammonito, ferma Pinton strattonandolo per la maglia, Matteo resta in piedi anziché evidenziare il fallo (ed in fondo fa bene, essendo sport), l’arbitro non estrae un secondo giallo evidente, ed i 23′ restanti non li possiamo giocare in una sacrosanta superiorità numerica… Punizione di seconda, tocco corto su Tanasa che esplode il destro, deviazione in barriera, riflesso superbo di Lombardo che riesce a cambiar direzione, tuffarsi alla propria sinistra, respingere, e rituffarsi da felino a bloccare a terra prima dell’arrivo di Calì. Grande, doppio intervento. Al 70′, Correa decide di chiuderla: da una trentina di metri, leggermente spostato sulla destra, fa partire un mezzocollo mancino che decolla e va a spegnersi sotto l’incrocio dei pali più lontano. 1-3, e qui si applaude. Doppio cambio di Pagan, dentro Lillo e Zonta per Salvadori e Rizzo, con l’ex Cittadella che si piazza terzino sinistro. Il sole non batte più, adesso è freddo davvero, ed il Mantova pare averla messa in ghiaccio. Mai sbilanciarsi, nel calcio: Cossalter si fa luce sulla sinistra, palla sul piede forte e cross, Madiotto ha intuito la parabola del niño, è scomparso dai radar virgiliani e può infilare Lombardo con l’inzuccata di giustezza, 2-3. Dieci più recupero, ritroviamo tutto l’ardore del mondo. Boschet rileva Cossalter e mette subito un cross col goniometro su cui Calì trova la deviazione splendida e Lombardo l’ennesima risposta da campione. Saccavino si fa cacciare dalla panchina con un’autentica prodezza (da seduto, scalcia Zonta che sta per rimettere con le mani… chapeau…), e poi è tempo di meraviglia: ancora Boschet a dipingere l’imbeccata, Madiotto va ad impattarla col collo del piede prima che tocchi terra e Lombardo, scavalcato dal pallonetto dolcissimo, non crede a ciò che ha appena visto. 3-3 fenomenale, da spellarsi le mani. Quattro di recupero, assaporiamo l’impresa epica. Palla lunga, Calì -non si sa come- ha ancora la forza per andare in cielo e spizzarla precisa su Madiotto che controlla, entra in area sulla destra e cerca un’altra palombella su Lombardo fattoglisi in contro: il portiere è reattivo, però, e ci sbarra la porta a tanto così dall’apoteosi. Bravi lo stesso, grande partita!
Union Feltre-Mantova, Le Voci dagli Spogliatoi
di Alessandro Cossalter
Partiamo stavolta da Andrea Pagan, che si scola la bottiglietta d’acqua in pieno sottozero… “Non ne ho più, sono arrivato…” Mister, la tiriamo su con l’orgoglio, eppure perderla sarebbe stato davvero ingiusto, per quanto messo in campo dalla squadra… “Il primo tempo poteva finire 2-1 per noi, anzi forse 3-1… ci avesse dato quel gol che con tanta sicurezza ha poi concesso a loro…boh, io dalla panchina non potevo vedere, Busatto mi dice che aveva i piedi sulla linea di porta… Anche il loro primo gol: a Borrelli dev’essere mancato l’appoggio, perchè quel tiro era lento, molto lento, dev’essere scivolato a causa del campo… Siamo riusciti a subire tre gol con un tiro in porta, se guardiamo bene. Per me, oggi, sul piano dell’intensità e dell’agonismo, c’è stata una squadra sola, in campo, e dunque non posso che essere orgoglioso dei miei giocatori. Il tre a tre ci sta perfino stretto, è vero che eravamo sotto di due, ma l’ultima occasione l’abbiamo noi… io non ho mai visto un portiere fare tutte le parate che ha fatto Lombardo in questa partita… otto e mezzo/nove deve prendere in pagella… Stava per succedere ancora come domenica ad Arzignano, la stessa beffa… ed invece a volte una giustizia c’è!” Sottolinei giustamente le doti di Correa, ma oggi non possiamo non rimarcare la prestazione mostruosa di Madiotto… “Io a fine primo tempo ho detto una cosa, a Giò… era rammaricato per il rigore fallito… Giò, pensa a sfruttare la giornata, perchè oggi per te non è ancora finita”. Sei stato buon profeta. “Più che altro, conosco i miei giocatori. Lui è uno che, in uno stato di forma normale, può decidere le partite, ma quando è in uno stato di forma come quello odierno, beh, perdonate l’espressione, per gli avversari sono c… amari…”
Dallo spogliatoio esce Alex Cossalter: come lo vivi, il pareggio che alla fine ci portiamo a casa? “Beh, quando siamo andati sotto 3-1, lì un pari sarebbe stata un’ipotesi grandiosa… Poi è anche vero che, se guardi la partita nel suo complesso, non ti dico che son due punti persi, ma insomma, il pareggio ci sta strettino…” Dispiace che, per l’ennesima volta, con quelle che ci stanno sopra in classifica facciamo una grande partita eppure non riusciamo a batterle… “Sì guarda, questa cosa scoccia anche a noi: nessuno ci fa paura, nessuno ci mette sotto, anzi, ed ogni volta questo rammarico di non riuscire a prenderci la vittoria”. Sui tanti episodi discussi, come la vedi? “Non mi permetto di entrare nel merito dei momenti caldi, ma una cosa mi ha colpito: l’eccessivo spezzettare il gioco, per contrasti a mio avviso non fallosi, ma va beh, non è certo un aspetto che abbia potuto determinare l’esito della partita”.
Da un Alex all’altro, da un assist-man all’altro. Esce Cossalter, entra Boschet, proprio come in campo. Boschet, tac e via, palla su Calì, altra biglia su Madiotto: subito in partita! “Il mister mi aveva dato un compito da svolgere: vai e metti più cross possibili. Sono entrato e li ho messi… poi il resto l’ha fatto Giò, ha tirato fuori un gol, boh… non so, dentro lo spogliatoio si diceva alla Del Piero…” Come prendi tu questo punto? “Io dico solo che ne dobbiamo essere orgogliosi, perchè ormai pareva una partita persa, francamente non so quante squadre a quel punto avrebbero saputo tirarla su. Magari, sì, un filo di rammarico c’è, ma credo in noi debba prevalere la soddisfazione”.
Ed infine, l’hombre del partido: sarà anche un pareggio, ma Giovanni Madiotto oggi ha dilagato… “Io vi dico quello che sento: per me è più forte la delusione per il rigore sbagliato e per l’ultima occasione non concretizzata piuttosto che la gioia per la tripletta… Almeno in questo momento, a caldo, il mio stato d’animo è questo, poi si vedrà”. Non si è vinto, ma la squadra ha messo in campo una bella reazione. “Allora: non ti nego che oggi, sul 3-1, recuperare la partita pareva molto molto difficile anche a noi… abbiamo realizzato soltanto col 2-3 che potevamo farcela, ma serviva appunto una scossa, un episodio che ci girasse per il verso giusto. Ecco, il merito che abbiamo è stato quello di non aver reagito di pancia, di non aver sbragato, di aver continuato a fare ciò che serviva per provare a tenerla viva fino in fondo. Anche perchè il Mantova è squadra rognosa, d’esperienza… partite così scorbutiche ci possono e ci devono far crescere, noi abbiamo ottime potenzialità, quello che ancora ci manca sono proprio avversari come quello odierno che ce lo possono tirar fuori”. Si percepisce quanto tu ragioni di squadra proprio dal tuo tono di voce, che non è quello che ci si potrebbe attendere da un giocatore che ha appena fatto tripletta mettendocene dentro due di magnifici… “E’ chiaro, io mi son prefissato degli obiettivi, di squadra e personali… e soprattutto quello di squadra ce l’ho qua, bello nitido nei miei pensieri… ci tengo particolarmente, a quello…” Inizia con P e finisce con LAYOFF? “Non si dice, se no non si avverano… spero solo che possa arrivare presto perchè, come ho detto, ci son tutte le potenzialità per raggiungerlo…”




