Serie D, Union Feltre-V.V. Verona 1-2

UNION FELTRE (4-3-3): Borrelli; Pinton (90′ Zonta), Guzzo, Guagnetti, Salvadori (90′ Gjoshi); Pelizzer (46′ Fusciello), Tanasa (85′ Busatto), Rizzo; Boschet (59′ Cossalter), Calì, Madiotto.
Allenatore Andrea Pagan.
VIRTUS VECOMP (4-3-1-2): Tosi; Rossi, N’Ze, Acri, Maccarone; Cattivera, Speri (63′ Burato), Alba (89′ Pedrinelli); Manarin (85′ Trinchieri); Goh (54′ Merci), Danti (77′ Grbac).
Allenatore Luigi Fresco.
ARBITRO: Samuele Andreano di Prato.
MARCATORI: 11′ e 38′ Manarin (VV), 78′ Madiotto (UF) su rigore.
NOTE: pomeriggio di sole, terreno in ottime condizioni, spettatori 450 circa. Recupero p.t.1′, s.t.6′. Angoli 5-2 per l’Union Feltre. Ammoniti Cossalter e Guagnetti (UF), Goh (VV). Espulso all’83’ Guzzo (UF) per fallo su chiara occasione da rete. Allontanati dalla panchina di casa prima il dirigente accompagnatore Mauro De Menech, poi il tecnico Andrea Pagan.
Cronaca
La Virtus Verona dimostra nel primo tempo perchè stia in cima alla classifica, potenzialmente a punteggio pieno. Gran palleggio, gran sicurezza nel giro-palla, alcune trame davvero magnifiche, tra le quali quella che le procura il vantaggio. Eppure l’Union Feltre, per quanto timida, costruisce a sua volta un paio di situazioni davvero intriganti, portandosi a tanto così dal gol. Ma il verdetto -rossoblù avanti all’intervallo- rispecchia fedelmente quanto visto sul prato dello “Zugni Tauro”. Come succede non di rado, tutt’altra partita al rientro dagli spogliatoi. I ragazzi di Pagan sono più intraprendenti, il subentrato Fusciello restituisce geometria alla manovra, la pressione sui possessi virtussini è più alta e più convinta. Alziamo il baricentro di una ventina di metri, e gli ospiti, che forse la davano già per vinta, s’accorgono che così non è. Gol annullati, rigori concessi e poi cassati, rigori trasformati, mischie furibonde, espulsione di Guzzo ed inferiorità, allontanamenti vari dalla nostra panchina, arrembaggio finale a dispetto dell’uomo in meno. Ecco, se dal tourbillon di emozioni fosse scaturito il pareggio, ancora una volta, nessuno avrebbe potuto trovar nulla da ridire. Non è successo, ahinoi, ma rimane l’ardore che i verdegranata hanno saputo mettere in campo nella seconda parte del match.
Pagan, com’era nell’aria, opta per la coppia di mezzali Pelizzer-Rizzo, più adatte probabilmente a contrapporsi all’assetto tattico della Virtus. Nel tridente, preferisce Boschet a Cossalter, premiando l’attitudine che il primo ha dimostrato sette giorni orsono a Montebelluna. Fresco tiene Manarin dietro le due punte, la classe di Fabio Alba sul mezzosinistro, Grbac e Trinchieri ancora in panca. Bella cornice di pubblico, cori dei non moltissimi ultras veronesi, manto erboso invidiabile. Si comincia.
Subito discesa di Salvadori e cross arcuato, Calì viene incontro ed incorna, gliela sporca N’Ze, angolo. Bella azione corale della Virtus che libera Manarin alla conclusione dai 18 metri: il rasoterra si perde largo. Due minuti e, grosso modo dall’identica zolla, è Alba a scoccare il mancino: Borrelli la fa sua comodamente. 10′, sventagliata di Tanasa sul movimento in profondità di Rizzo, palla dentro di prima intenzione, Calì la impatta col sinistro, alta. Sul ribaltamento, gran calcio: Alba apre su Rossi, sovente in avanzamento a destra, palla dentro per Danti che di tacco la fa scorrere su Manarin, botta di prima intenzione da dentro l’area, Borrelli è battuto, 0-1. Punizione da destra, ancora Manarin la gira di testa, palla fuori. La Virtus adesso mena le danze, non riusciamo ad organizzare il pressing, non riconquistiamo alti, e di conseguenza fatichiamo ad uscire dal nostro terzo difensivo. Pagan inverte Pelizzer e Rizzo, perchè loro a destra, con la catena Rossi-Cattivera, vengono giù troppo facile. Sussulto verdegranata, però, al 21′: altro gran traversone del capitano, Boschet taglia dentro l’area e, contrastato, non trova l’impatto, ma Madiotto s’è sfilato sul secondo palo e riesce ad arpionarla, senza tuttavia poterla indirizzare dentro lo specchio. Ottima chance. Poco prima della mezz’ora, ancora Salvadori, il migliore dei nostri, in percussione: Rizzo lo imbecca, il terzino la mette dentro al volo, un difensore devia, reattivo Tosi a mandare in angolo. Adesso l’Union Feltre pare più sicura, più dentro la partita, il peggio sembra alle spalle. Ed Invece, su una rimessa laterale in fascia destra, la Virtus ci infila facile, recapita palla a Manarin che, in area, si gira su Guagnetti ed incrocia il diagonale assassino: 0-2. Mister Pagan inverte di nuovo Rizzo e Pelizzer, e soprattutto porta Boschet dietro le punte, proprio come a Montebelluna. Ma fino al duplice fischio altro non accade. Riposo.
Rientriamo con Fusciello al posto di Pelizzer. Su cross dalla sinistra di Madiotto, è proprio lui a trovare il colpo di testa, in verità fiacco, che Tosi, a non correr rischi, sospinge oltre la traversa. Fresco passa al 4-4-2 richiamando Goh, poi difenderà a cinque arretrando Cattivera. Segno che l’Union Feltre inizia a creargli qualche grattacapo. 58′, Calì va giù in area, l’arbitro va deciso ad indicare il dischetto, ma il guardalinee ha sbandierato: consulto, Andreano di Prato torna sulla propria decisione e fa riprendere con una punizione indiretta per la Virtus. Primo episodio controverso. Cossalter subentra a Boschet, gli bastano un paio di minuti per triangolare ampio con Salvadori, infilarsi in area sulla sinistra e calciare deciso: fulmineo Tosi a gettarglisi sui piedi e a contrargli la conclusione col corpo. 64′, Tanasa da destra la taglia in area, incorna Calì, superba risposta di Tosi in tuffo alla propria sinistra, Fusciello raccoglie la respinta (come a Montebelluna, grande istinto…) ed insacca! Non si fa tempo ad esultare che l’arbitro invalida di nuovo: off-side! Passa un minuto, sinistro di Calì dall’interno dell’area, Tosi respinge, mischione, uno dei nostri potrebbe calciare da un metro scarso, ma sapete che c’è? Off-side!! Boh. Le proteste sono vibranti, pare una persecuzione, ma tant’è, si riparte con la palla alla Virtus. Da un po’, gli ospiti contengono e basta, e soffrono. Rizzo la mette in area per Calì, che sente la trattenuta di Maccarone e va giù: stavolta è rigore, stavolta nessun ripensamento. E’ il 78′, Madiotto calcia, angolatissima, palo, gol! C’è un quarto d’ora abbondante, considerando il recupero. E’ il momento di buttare sul campo ogni stilla di energia. Però Guzzo pasticcia un anticipo sulla linea di metacampo, Manarin gli soffia palla e s’invola, il ministro tenta il disperato recupero e spende saggiamente il fallo al limite dell’area, ad evitare il probabilissimo gol che avrebbe chiuso ogni discorso. Espulso, e salterà il derby di sabato prossimo. Prima che si calci la punizione, Fresco richiama l’hombre del partido, Manarin, e lo avvicenda con Trinchieri. Pagan mette Busatto a fianco di Guagnetti, gli fa spazio Tanasa. Altri cambi nel finale, chi a perder tempo, chi a riguadagnarne. Tre minuti oltre il 90′, a gioco fermo Pagan entra in campo calciando la palla per accelerare le operazioni di ripresa del gioco: l’arbitro gli indica la via degli spogliatoi, come pochi minuti prima aveva fatto con De Menech. Diciamolo fiscale… Ultimi tentativi, squadre lunghissime. Guagnetti sventa sulla linea un sinistro morbido di Grbac, ribaltiamo il fronte, azione tambureggiante, Madiotto può sparare col destro, deviazione, Tosi la legge e riesce a metterla sul fondo di puro riflesso. Non c’è più tempo, è persa, ma resta il grande orgoglio che ci ha portato ad un nonnulla dal pareggio.
Aria frizzantina, a pochi minuti dalla conclusione del match. Recriminazioni, polemiche, rivendicazioni. Cose di campo. Il primo a presentarsi ai microfoni è Alessio Rizzo, oggi titolare. Cosa ci dice, Alessio, la partita di oggi? “Io voglio guardare il lato positivo: è stato un grande match. Loro hanno giocato un bel primo tempo, trovando un gol magnifico. Noi abbiamo reagito nella ripresa, di squadra, ed è un bel segnale. Su la testa, guardiamo alla prossima, che è il derby!” Come a Montebelluna, ci abbiamo messo un po’ a carburare: troppo rispetto dell’avversario o è una questione mentale? “Vero, faticavamo ad andarli a prendere, loro con i centrocampisti si abbassavano molto. Anche oggi, abbiamo dovuto andare sotto per entrare davvero in partita, proprio come domenica scorsa. Non può che essere un fatto mentale”. Episodi dubbi, frangenti movimentati, nella ripresa… “Non so guarda, ‘ste cose non le commento. Adesso focalizziamoci sul derby: giù sono molto sentiti, ed io ero abituato a vincerli”.
Tocca ad Andrei Tanasa, nel via-vai di atleti e staff veronesi. Andrei, alla fine c’è proprio rammarico per non essere riusciti a pareggiare una gara che nel primo tempo pareva avere tutt’altra storia… “Sì, la ripresa l’abbiamo giocata veramente molto bene, loro erano ormai andati in tilt, non capivano più niente. Un po’ non abbiamo sfruttato le occasioni, un po’ le decisioni sbagliate dell’arbitro, ed ecco la sconfitta. Ma non sarebbe giusto se non analizzassimo ciò che non abbiamo fatto bene nel primo tempo: abbiamo lasciato che la Virtus tenesse troppo il pallino in mano, loro la giravano, e il secondo gol lo abbiamo subito con troppa ingenuità…” Sugli episodi discussi, Andrei? “Non fatemi entrare troppo nel merito. Dico solo che a Montebelluna l’episodio era praticamente identico, ma lì l’arbitro ha avuto la personalità di confermare il rigore fischiato nonostante il guardalinee avesse alzato la bandierina. Per me, ripeto, oggi era la stessa identica cosa, ma l’arbitro non se l’è sentita. Non importa, ripartiamo dal secondo tempo di oggi. Se noi giochiamo come sappiamo, qualsiasi squadra con noi fa fatica. Ancora non riusciamo a farlo come vorremmo, ci adattiamo ancora troppo all’avversario. Su questo lavoriamo, sulla capacità di essere noi ad imporre il nostro gioco agli altri, ed il nostro ritmo. E’ in quel momento che per gli altri si fa dura, come ci ha mostrato la ripresa di oggi”.
Andrea Pagan ha un doppio rammarico: quello per la sconfitta, che ad un certo punto pareva davvero riuscissimo ad evitare, e quello per il suo allontanamento. “Domenica c’è il derby, mi dispiacerebbe tanto non essere sulla panchina… Il gioco era fermo, sono entrato in campo di qualche metro semplicemente per dar palla a chi doveva battere la punizione. Quando un allenatore abbandona la propria area tecnica per andare ad esultare coi suoi giocatori, anche lì il gioco è fermo, no? Vedremo, capiremo cosa l’arbitro riporterà sul proprio referto…” E sulla partita di oggi, mister? “Io dico che, anche nel primo tempo, vero, non siamo stati brillanti, avevamo scelto di aspettarli bassi per non concedere la profondità, però se guardiamo le occasioni reali, a me non pare che la Virtus ci sia stata così superiore. Due tiri loro, tre quattro cross molto pericolosi noi, l’occasione di Calì non so come siano riusciti a deviargliela… Bravi loro sul gol del vantaggio, questo sì, complimenti davvero, lì i meriti, l’ho detto ai miei, glieli dobbiamo riconoscere tutti. Ma sul secondo gol siamo stati dei polli, da una rimessa laterale la palla non può entrare così nella nostra area… Poi, nella ripresa, abbiamo cominciato a fare quello che sappiamo, abbiamo spinto, ed il pareggio lo avremmo sicuramente meritato, al di là del fatto che l’avevamo anche realizzato… Ci abbiamo creduto fino all’ultimo secondo, angoli, rimesse alte, sebbene avessimo l’uomo in meno. Questo è il segnale che la squadra ha un’idea, vuol fare bene. Perdere con la Virtus ci sta, dispiace magari che non l’abbiamo riaperta prima, entro il 60′, quello era l’obiettivo che ci eravamo dati, ma quei due fuorigioco dubbi… Va beh, io faccio i complimenti ai ragazzi per il coraggio mostrato nella ripresa”. Boschet a Montebelluna ti dev’essere piaciuto, se oggi l’hai schierato tenendo fuori Cossalter, che fisicamente stava bene. “La mia è la scelta di un ragazzo che lavora bene in settimana e che domenica ha sfruttato la sua chance, facendo un’ottima partita. Cossalter sì, ha recuperato a pieno, ed oggi quando l’ho messo è entrato bene in partita, facendo buone cose. Sono due buoni giocatori, si giocheranno la maglia settimana per settimana, chi meriterà di più scenderà in campo la domenica”. Ed ora il derby: il fatto che entrambe ci arrivino reduci da una sconfitta può cambiare qualcosa? “A parte che della sconfitta del Belluno apprendo adesso, ripeto: a me piacerebbe esserci, quella era una stupidaggine, a volte ho l’impressione che manchi un filo di buon senso… Eravamo nel recupero, con l’uomo in meno, sotto di un gol, io non avevo protestato per alcuno degli episodi dubbi verificatisi nella ripresa… Ci vorrebbe a volte un po’ di buon senso, solo questo”.




