Vis Artena, intervista a Mauro Pucello

Il calcio giocato è fermo da oltre un mese a causa del Coronavirus. Dubbi ed incertezze sulla ripresa e la conclusione della stagione sportiva 2019/2020.
Dalla Vis Artena, Mister Mauro Pucello, come sta vivendo questa situazione?
«Questo periodo è molto duro per tutti e non nego che all’inizio l’ho vissuta davvero in modo preoccupante. Le giornate le passo ad approfondire la materia calcio e seguire qualche lezione online, oltre a guardare molte serie tv e tenermi in forma con attività fisica in casa per quello che si può».
Quali prospettive, nel caso di ripresa del campionato, vede per la sua squadra? Se eventualmente ripartisse il campionato come pensa di gestire la ripartenza?
«Le prospettive rimangono le stesse: quelle di lavorare per la crescita dei ragazzi. Sono contento che qualcuno di loro si sia allenato spesso in prima squadra e che Tordella abbia fatto anche l’esordio. La penso anche io come il Mister Campolo: non credo che si possa ripartire con il campionato, hanno difficoltà in serie A figuriamoci noi. Se si dovesse ripartire, dobbiamo continuare a lavorare come stavamo facendo nell’ultimo periodo e penso che chiunque ami questo sport, ora, lo farebbe ancora con più voglia e motivazione».
Che consiglio ha dato ai ragazzi per mantenere la forma fisica?
«Ai ragazzi ho lasciato un programma con l’aiuto del prof. Frioni. Naturalmente per quello che riescono a fare a casa cercando di mantenere una discreta condizione per permettere di ricominciare senza troppi problemi».
Una battuta in risposta a mister Stefano Campolo.
«Intanto volevo dire che sono molto felice per le belle parole nei mie confronti che ricambio, fin da subito ci siamo trovati bene e la stima è aumentata giorno dopo giorno e mi sono trovato alla grande con lui e con tutto lo staff. Ringrazio anche io Roberto Matrigiani, che mi ha fatto conoscere il mister e mi ha dato l’opportunità di far parte della Vis Artena. Però, volevo precisare una cosa – mister Pucello con sorriso, ndr – e smentire i piedi poco “educati” dato che facciamo spesso delle sfide con il pallone e vi lascio immaginare chi vince».




