Sabato 14 marzo, campo sportivo Sa’ Rodia di Oristano. In programma, le partite dei playoff regionali del Terzo Livello, che qualificano la vincente alla Finale nazionale, prevista il 16 e il 17 maggio. In lizza ci sono tre squadre, che giocano un girone a tre all’italiana: nella prima partita la Speedy Sport batte per 2-0 la Macomerese, che poi, nel secondo match, si riscatta, stravincendo sull’Asso Sulcis (9-2).

Si arriva così alla terza e ultima partita in questa situazione: l’Asso Sulcis è praticamente fuori, perché in caso di arrivo a pari punti (una vittoria a testa per tutte le contendenti) sarebbe penalizzata dal numero di reti incassate, che è il primo criterio a essere utilizzato se nessun club ha subito ammonizioni o espulsioni (come in effetti è avvenuto). La Speedy Sport, invece, ha due risultati a disposizione: la vittoria o il pareggio. E il match, a pochi secondi dalla fine, è proprio in parità: 5-5.

È l’ultima azione: un calciatore dell’Asso Sulcis effettua un tiro e il pallone dà l’impressione di non essere entrato in porta: così almeno vedono l’arbitro e quasi tutte le persone presenti in campo. Tutte tranne una: Riccardo Pittalis (nella foto grande e, in quella più sotto, a destra) della Speedy Sport, che subito dice al direttore di gara che la palla è entrata, ed è sempre Riccardo a trovare il buco nella rete attraverso il quale il pallone è passato. L’arbitro ringrazia e assegna il 6-5 all’Asso Sulcis. Quindi, il girone a tre viene vinto non dalla Speedy Sport, ma dalla Macomerese, che ha incassato meno gol e ha una migliore differenza reti.

“Riccardo ci ha detto subito – racconta Gian Piero Pinna, referente regionale della DCP – che aveva visto la palla entrare, e che a lui non piace vincere in modo non regolare. E quando gli abbiamo fatto presente che il risultato pregiudicava la qualificazione del suo club alla Finale nazionale ha ribadito che non gli importava. Anzi, ha aggiunto questo: ‘L’anno scorso a Tirrenia siamo andati noi dell’Asso Sulcis, quest’anno è giusto che l’esperienza se la godano gli amici della Macomrese’. Parole bellissime”.

Un gesto meraviglioso, dunque, di fair play allo stato puro. Un comportamento che rispecchia l’essenza più profonda della Divisione Calcio Paralimpico della FIGC. Una Divisione che, per prima cosa, cerca di incarnare i valori più nobili dello sport in generale e del calcio in particolare, puntando su inclusione e rispetto reciproco e passando al di sopra di ogni tipo di barriera.