VERGHERESE E LA SUA “ZARINA” : ANNAPAOLA CHETONI

In Italia pochi uomini credono che una donna possa essere protagonista nel mondo del calcio e parlare con professionalità e competenza tecnica di questo sport , evidenziando il grave ritardo del nostro Paese verso tale realtà. Mi preme dunque lanciare un segnale forte a quanti criticano la presenza femminile ai vertici di una società di calcio , detrattori destinati a “rimanere in panchina” ancora a lungo. , a quanti sperano nel fallimento della presenza femminile nel calcio, a quanti non riescono ad accettarne l’autorità per un puro fatto culturale. Ho conosciuto la DG della Vergherese Annapaola Chetoni anni fa, quando era dirigente del Torino Club di Gallarate e subito ho capito che era piena di capacità logica ed intuitiva e che il pallone lo aveva nel DNA. Annapaola é una formatrice nell’animo , le piace vedere crescere i giovani e vederli migliorare giorno dopo giorno, sempre coerente con le sue idee, sempre in linea con la sua condotta : la cultura del lavoro, del fare , al primo posto, condita di creatività ed un pizzico di fantasia. Nient’altro. Cerca di parlare con i ragazzini ed i loro genitori, che spesso vengono ascoltati poco, mentre a queste latitudini é fondamentale farlo. Annapaola pur partendo cinque anni fa da una situazione disastrosa ha saputo risollevare le sorti della Vergherese , squadra di Terza Categoria, (protagonista per anni nel calcio dilettantistico) circondandosi di uomini, di tecnici, di provata esperienza , vincenti e convincenti quali gli allenatori Alessi e Luzi, che pur hanno lavorato in passato in club blasonati, ma che oggi credono nel progetto del club nero-verde. Due allenatori che nella loro carriera hanno insegnato ai loro giovani calciatori una cosa che ritengo ancora più importante dei loro successi :”che tu vinca o che tu perda, porta sempre a casa una cosa :la dignità”. Di contro se la DG in questione avesse fallito si sarebbe trovata sola, perché é sempre più facile trovare amici quando si é vincenti. Detto questo mi corre l’obbligo di dire ai giovani calciatori ed alle loro famiglie di essere sempre pronti al cambiamento, ché a volte é meglio non ascoltare le sirene e le false promesse di certi club , ipotizzati importanti, affidandosi a chi fa della concretezza la ragione di vita, là dove ci sono strutture valide e tecnici competenti, disponibili e pieni di passione, che puntano ad una crescita della loro proposta calcistica, pronti a sacrificarsi per coronare al meglio i sogni di quanti vogliono avvicinarsi, magari per la prima volta, al mondo del calcio e sentire il profumo inebriante dell’erba del tappeto verde del rettangolo di gioco.
VITTORIO PATRUNO




