Coppa Italia Primavera, Cagliari – Juventus 2-0. Cagliari in finale
Cagliari – Juventus 2-0
Marcatori: 4’st Vinciguerra (C), 17’st Bolzan (rig.) (C).
Cagliari: Iliev, Arba (30’st Malfitano), Balde, Pintus, Marcolini (30’st Langella), Cogoni, Liteta (42’st Tronci), Grandu, Bolzan (37’st Anchor), Vinciguerra (cap) (18’st Trepy), Franke. A disposizione: Auseklis, Collu, Sulev, Ardau, Costa, Marini. Allenatore: Fabio Pisacane.
Juventus: Zelezny, Martinez, Boufandar, Ripani, Vacca (37’st Lopez), Verde (13’st Montero), Pagnucco (cap) (20’st Rizzo), Valdes (20’st Pugno), Merola, Savio, Amaradio (37’st Biliboc). A disposizione: Radu, Ventre, Srdoc, Sosna, Keutgen, Djahl. Allenatore: Francesco Magnanelli.
Arbitro: sig. Matteo Dini (Città di Castello).
Assistenti: sig. Nirintsalama T. Andriambelo (Roma 1), sig. Luca Granata (Viterbo).
Ammoniti: 17’pt Boufandar (J), 31’pt Bolzan (C), 8’st Liteta (C), 9’st Verde (J), 39’st Cogoni (C).
Espulsi: 15’st Martinez (J).
La Primavera rossoblù scrive la storia: batte la Juventus 2-0 al CRAI Sport Center di Assemini e approda per la prima volta alla finale di Coppa Italia. Una prodezza di Vinciguerra e un rigore di Bolzan nella ripresa decidono un incontro fin lì bloccato tatticamente. Nella finale del 9 aprile il Cagliari incontrerà il Milan, che nell’altra semifinale ha superato di stretta misura il Lecce.
REGNA L’EQUILIBRIO
Gremita per l’evento la tribuna del CRAI Sport Center di Assemini: circa 600 spettatori si radunano negli spalti per aiutare a spingere i rossoblù in finale. Cagliari subito pericoloso con due conclusioni dalla distanza di Bolzan. Al 12′ i rossoblù vicinissimi al gol: cross dalla sinistra di Grandu, sponda di Arba per Bolzan, girata da ottima posizione che lambisce il palo. Al 24′ ci prova Savio, bordata diretta all’incrocio che Iliev è bravo ad alzare in angolo. Al 33′ è la volta di Amaradio, conclusione alta. Al 44′ imbucata di Pintus per Bolzan che non controlla, a due passi da Zelezny. Si va al riposo senza reti: partita con poche emozioni, Juventus ha tenuto maggiormente il possesso palla, il Cagliari ha avuto le occasioni migliori.
UNO-DUE CAGLIARI, JUVENTUS IN DIECI
Non passano che un paio di minuti della ripresa e il Cagliari passa: Vinciguerra addomestica alla perfezione un lancio lungo, tunnel a Savio e tiro a giro imparabile per Zelezny.
Poco prima del quarto d’ora, su traversone di Vinciguerra, Martinez trattiene Bolzan impedendogli la deviazione sotto porta: l’arbitro Dini decreta il rigore ed estrae il rosso diretto per il difensore juventino. Bolzan dal dischetto non sbaglia, raddoppio rossoblù.
Pisacane cambia i due marcatori al 66′: al posto di Bolzan e Vinciguerra entrano Achour e Trepy. Al 73′ altri due cambi: Langella per Arba e Malfitano per Marcolini. Il Cagliari controlla gli sforzi della Juventus per rientrare in partita. Un minuto dopo rossoblù sfiorano il terzo gol, Malfitano manda alto da due passi riprendendo una botta di Achour respinta in tuffo dal portiere.
Brivido all’82’, la difesa del Cagliari perde un brutto pallone al limite dell’area, fortunatamente il tiro del neo entrato Lopez non inquadra la porta.
Dentro anche Tronci a rimpiazzare Liteta. I cinque minuti di recupero scorrono come un countdown per la grande, meritata festa del Cagliari di Fabio Pisacane, autore di una impresa memorabile.
Il mister della Primavera rossoblù Fabio Pisacane ha parlato con i media al termine della vittoria in semifinale di Coppa Italia contro la Juventus per 2-0: un successo che vale l’accesso alla finale della competizione, per la prima volta nella storia del Club.
UN TRAGUARDO STORICO
“Voglio prima di tutto ringraziare tutti i ragazzi che hanno contribuito a portarci sino alla finale, uno per uno, a partire da quelli che hanno giocato lo scorso campionato: se siamo entrati in questa competizione direttamente dagli Ottavi lo dobbiamo a loro. Il raggiungimento della finale di Coppa Italia dà così valore anche al risultato ottenuto in campionato la scorsa stagione. Oggi abbiamo scritto un piccolo pezzetto di storia di questo Club, ma come ho detto alla squadra non abbiamo ancora fatto nulla: c’è ancora una partita da giocare, è la finale. Abbiamo messo le basi per affrontare questa partita nel migliore dei modi, dobbiamo continuare a creare una mentalità forte: proprio per questo da domani testa al campionato, concentrandoci sulla prossima sfida contro l’Inter. Lavoreremo per fare un’altra prestazione importante, ottenere il risultato, fare in modo che questa settimana diventi così davvero perfetta”.
IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO
“Il mio compito era alleggerire la testa dei ragazzi, so che hanno sentito l’importanza della partita. Oltretutto si giocava davanti ad una bellissima cornice di pubblico, con tanto tifo ed entusiasmo. Già nei giorni precedenti alla gara avevo chiesto alla squadra di godersi il viaggio: a volte può essere persino più bello del raggiungimento del traguardo. I ragazzi lo hanno fatto alla lettera, il loro atteggiamento mentale mi è piaciuto. La Juve è una squadra con dei valori, non ha bisogno di presentazioni: ha fatto bene in Youth League, ora è quinta in campionato, in piena zona playoff. Li avevamo già affrontati in campionato all’andata, sapevamo che avremmo potuto metterli in difficoltà. Nell’intervallo abbiamo sistemato alcune cose, avevamo preparato la gara così come in effetti siamo poi riusciti a metterla in pratica nel secondo tempo: maggiore copertura degli spazi e più pressione, già a partire dal nostro play, Liteta. Tutto questo ci ha permesso di limitare la Juve, che a sua volta era andata a riposo con un’idea diversa della gara. Faccio i complimenti alla squadra e allo staff anche per la lettura importante del match anche durante la partita”.
LA VITTORIA DEL GRUPPO
“Non è facile entrare nella testa dei ragazzi, sono molto giovani: alcuni di loro, protagonisti nella vittoria contro la Roma di sabato scorso, sono rimasti fuori all’inizio. Questo perché era necessario dosare le energie, gestire le risorse del gruppo. Ma la squadra si è comportata come un blocco, unico e solido: ottenere una risposta del genere dai ragazzi è davvero una grande soddisfazione. Ogni giorno cerco di infondere nei ragazzi quanto mi è stato trasferito sin dal mio arrivo: questa maglia è speciale, indossarla richiede passione e sacrificio. Il 3-5-2? Da quando abbiamo perso Soldati per infortunio abbiamo lavorato per dare più compattezza al reparto arretrato: ci siamo riusciti con un nuovo assetto. Nel primo tempo siamo stati lucidi a tratti, nella ripresa perfetti. È stata una partita straordinaria che disegna un momento speciale. Ma da domani inizieremo a smorzare gli entusiasmi: per costruire una mentalità dobbiamo ragionare di gara in gara”.
IL COMMENTO DI MAGNANELLI
«È un peccato. Non siamo partiti benissimo nei primi minuti ma poi la squadra era entrata bene in partita. I ragazzi hanno fatto tutto quello che avevo chiesto loro e che richiedeva questa semifinale. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, poi è ovvio che gli episodi dei gol spostano in un incontro. Abbiamo preso la prima rete in una situazione evitabile, poi l’espulsione con rigore qualche minuto più tardi ci ha dato un duro colpo. Abbiamo affrontato una squadra organizzata che difende benissimo, ci abbiamo provato ma gli episodi spostano come sempre gli equilibri delle partite. I ragazzi hanno dato tutto ed è un grande dispiacere. In questo momento c’è amarezza da parte di tutti ed è giusto che sia così. Queste sensazioni devono dare la carica per le prossime sfide, bisogna subito rialzare la testa perché domenica abbiamo uno scontro diretto in campionato».





