Lecce è…………

Il risultato di Livorno, per 3 a 0 a favore del Lecce, è suonato alle orecchie dei tifosi giallo rossi come il Big Bang, il grande scoppio cosmologico di 14 miliardi di anni fa, dovuto all’espansione e alla densità degli elementi come l’idrogeno e l’elio.
perchè come nella canzone ” Napule è ” del grande Pino Daniele, per i tifosi salentini la squadra di Liverani è mille colori, mille paure, e sole e profumo di mare, è qualcosa che non ti lascia mai solo.
Chiedetelo ad esempio a due fratelli tifossissimi del Lecce, titolari di uno stabilimento balneare a Gallipoli, e vi risponderanno che il tifo per i colori giallo rossi è una malattia giovanile che dura tutta una vita, che tutto per loro può essere soggetto a cambiamento, la casa, l’auto, i gusti gastronomici, gli orari, ma che la sola cosa non negoziabile, è la squadra di calcio per cui si tifa.
Non c’è Juventus, Inter o Milan, c’è solo il ” LECCE “.
Che dire poi di una folta tifoseria di Matino ( LE ), capitanata da Totò DE Donatis, che tifano per il Lecce quasi come per la propria vita.
Il Lecce è la loro follia, il loro stimolo ed il loro analgesico.
Allo stadio di Via Del Mare, durante la partita Lecce Salernitana 2 a 2, ho visto uomini il cui amore per la loro squadra è fisso come le stelle e, come diceva Luca Goldoni, dura in eterno come le parole del profeta.
Sempre allo stadio di Via Del Mare ho visto padri e madri con i loro piccoli che avevano fatto un viaggio sino a li come alla scoperta di qualcosa di mai visto.
Sventolavano bandiere suonavano le trombe ed i tamburi ed osservavano i fumogeni partire dai tifossissimi della curva Nord.
In quel momento sembra scomparire tutto, la città ed il tempo, esiste solo il Lecce.
Insomma gente che vive il calcio come una religione.
Ed io uomo del sud trapiantato da sett’anni al nord, tifoso del Napoli che ho assistito a migliaia di partite e che altrettante ne ho descritte per attività amatoriale, vivendo in vacanza in contatto con questi tifosi mi sono umbriacato di giallo rosso, tanto è vero che man mano che il mio orologio biologico si avvicina alla mezzanotte, provo la paura di tradire la mia squadra.
Vittorio Patruno.




