Metodi di calcio

Nel corso degli ultimi anni, nelle scuole calcio e nei settori giovanili, si è cercato, senza peraltro riuscirvi, di sviluppare dei modelli di calcio per la crescita evolutiva e la formazione di giovani calciatori (considerando appunto lo sviluppo e la crescita fisica dei giovani negli anni adolescenziali) nonché per migliorare l’apprendimento e rispondere alle problematiche di insegnamento degli allenatori.
Il metodo dell’allenatore olandese Wiel Coerver, il metodo integrato spagnolo, le cui componenti principali servono per migliorare la componente tecnica, e non ultimo il metodo della periodizzazione tattica diffusa a livello internazionale da Mourinho, Queiroz e Villas Boas, la cui componente principale tattica prevede l’estremizzazione del lavoro situazionale, non hanno purtroppo trovato casa in Italia. Nella realtà attuale, bisogna prenderne atto, nelle scuole calcio ci si accorge, sempre di più, che vi è la tendenza a lavorare per il miglioramento della componente atletica e pochissimo sulla tecnica individuale, attuata peraltro da adepti spesso inadatti.
Ben venga allora il metodo ideato dall’avvocato Giovanni Di Caprio, campano di Alife, deliziosa cittadina della comunità montana del matese, procuratore federale professionista, che nella selezione dei baby calciatori è molto attento alla tecnica dei ragazzi senza badare oltremisura alla fisicità, alla disciplina tattica esasperata o al gioco geometrico, preferendo vederli giostrare in scioltezza e con qualche imprevedibile giocata dettata dal genio.
Questo, forse, potrebbe essere il menù per la rinascita del calcio giovanile italiano, ponendo fine a quella mediocrità tecnica che sta impoverendo sempre di più il nostro patrimonio calcistico, ormai imploso come una maionese impazzita, e sta portando ad un’irreversibile caduta e sconvolgimento dei valori reali del nostro calcio, un tempo fatto di estro e di sana imprevedibilità.
Ecco, solo così si può iniziare di nuovo a creare campioni, un po’ alla vecchia maniera, forse tornando a vincere come una volta, quando il calcio non era solo geometrie e scienza.
Vittorio Patruno




