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Nelle prossime settimane la FIGC, insieme a UEFA e Unar e con il coinvolgimento di tutte le componenti federali, lancerà una campagna contro le discriminazioni razziali
“Questa ricorrenza non rappresenta solo una commemorazione delle vittime dell’Olocausto, ma ci richiama al dovere di impegnarci ogni giorno per combattere qualsiasi forma di antisemitismo e discriminazione e assicurare alle nuove generazioni un mondo libero e incentrato sul rispetto della dignità umana”.
Queste le parole di Gabriele Gravina in occasione della ‘Giornata della Memoria’. La Federazione sta investendo molto nel campo della responsabilità sociale e nelle prossime settimane, insieme alla UEFA e all’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri), lancerà un’ampia e articolata campagna contro le discriminazioni razziali, con l’obiettivo di diffondere un messaggio forte e univoco di lotta alla discriminazione e al razzismo.
“Il mondo del calcio è uno straordinario veicolo per raggiungere i giovani – sottolinea Gravina – e ha il compito di alimentare la memoria perché solo attraverso il ricordo è possibile sperare in un futuro dove non ci sia più spazio per odio e intolleranza. Siamo costantemente impegnati nel sostenere programmi di sensibilizzazione e progetti concreti che coinvolgano tutte le componenti federali, con la consapevolezza che facendo squadra sarà più semplice farci ascoltare e diffondere quei valori che sono alla base dello sport e di una società democratica”.
Ghirelli, il Giorno della Memoria sia un momento di profonda riflessione
“Fermarsi, ricordare e comprendere il valore del ruolo dello sport nella salvaguardia di principi che creano gli anticorpi contro il virus dell’odio e della violenza. Oggi, 27 Gennaio, è il Giorno della Memoria”, dice il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. “Questa giornata deve essere per tutti noi un momento di riflessione profonda su valori quali il rispetto e la fratellanza verso il prossimo e, per le generazioni future, deve rappresentare un monito determinante affinché quanto successo in passato non si ripeta”.
Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 Gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, ponendo fine al più grande omicidio di massa della storia, perpetrato nei confronti del popolo ebraico.
“La Lega Pro con i suoi sessanta Club è impegnata quotidianamente in iniziative legate al sociale e rivolte soprattutto ai giovani. Non si possono e non si devono dimenticare le atrocità compiute dal nazismo e la sofferenza patita da milioni di persone e, nel futuro, non ci deve essere più spazio per l’ intolleranza e per le discriminazioni” conclude Ghirelli.