Un boato assordante. Sedicimilacinquecento persone che saltano in piedi ed esplodono di gioia. Allo Iacovone di Taranto è il minuto 96’ di Italia-Kosovo, ultima partita del Gruppo B dei Giochi del Mediterraneo e Diego Perillo ha appena segnato. Un minuto prima gli Azzurrini erano avanti 2-0 e avevano già fatto un mezzo miracolo, perché per passare in semifinale e scavalcare in classifica l’Albania bisognava vincere con tre gol di vantaggio contro una squadra di due anni più grande e sperare nel contemporaneo successo dell’Algeria sugli albanesi (con almeno due reti di scarto). Torniamo al minuto 96’: mentre a Francavilla Fontana arriva il triplice fischio e la vittoria 2-0 dell’Algeria, l’Italia è all’assalto, nella disperata ricerca del gol qualificazione. Fin lì è stata una partita di occasioni sprecate, perché nonostante il comodo 2-0, la squadra di Franceschini aveva sciupato vagonate di palle-gol. Quando più conta, però, ecco Perillo, ecco l’attaccante da area di rigore: presenza e senso del gol, la rete si gonfia e il 3-0 si materializza. Allo Iacovone impazziscono tutti: è il gol qualificazione, quello che tiene vivo il sogno di una medaglia. L’Italia è in semifinale e venerdì alle 21, sempre a Taranto, affronterà la Tunisia, vincitrice del Gruppo A.

FRANCESCHINI. Solo soddisfazione nelle parole del tecnico Daniele Franceschini: “Abbiamo vissuto emozioni indescrivibili: ringrazio il pubblico di Taranto, è stato incredibile e siamo orgogliosi di averli ripagati con una grande prestazione. C’è stato un grande spirito e una grande voglia di giocare. Abbiamo messo grande cuore senza fare calcoli e alla fine siamo stati premiati. La porta sembrava stregata abbiamo avuto moltissime occasioni ma sono sempre stato fiducioso. Ciò che ho sempre provato a trasmettere ai ragazzi è di non perdere mai equilibrio e identità e anche questa volta ci siamo riusciti”.

LA PARTITA. Franceschini sceglie il consolidato 4-3-1-2, con Corigliano che ritrova la titolarità dietro le due punte, mentre Perillo non parte dal 1’ e la coppia davanti è formata da Landi e Casagrande. Al 6’ arriva la prima grande occasione: Casagrande mette un pallone teso in mezzo, a rimorchio c’è Corigliano ma il piattone mancino termina fra le braccia di Qela. Due minuti più tardi è Landi ad avere una chance sul servizio di Dattilo, ma il tocco sotto misura è centrale, facile preda di Qela. Gli Azzurrini ogni volta che si affacciano in avanti creano pericoli: al 15’ un bel mancino a giro di Corigliano viene deviato in tuffo da Qela e sul parapiglia successivo l’Italia non riesce a sfondare. A forza di insistere il gol però arriva: al 30’, a risoluzione di un infinito batti e ribatti in area di rigore, il destro incrociato di Giammattei vale l’1-0. Tre minuti più tardi il Kosovo sfiora il più classico dei ‘gollonzi’: sull’uscita di pugno di Sonzogni il pallone schizza all’indietro e va a sbattere sul palo. È la migliore occasione del primo tempo kosovaro.

SECONDO TEMPO. Nella ripresa il tema non cambia, è l’Italia a fare la partita e a creare pericoli: nei primi 10’ prima Dattilo, poi Corigliano e subito dopo due volte Casagrande sfiorano il raddoppio. Al 60’ l’Italia si mangia le mani: Giammattei mette un cross teso sul quale arriva Casagrande che però spara alto da pochi passi. Da Francavilla Fontana è arrivata anche la notizia del vantaggio dell’Algeria sull’Albania, ma servono ancora gol agli Azzurini per ribaltare la classifica. Al 70’ si affaccia anche il Kosovo che all’improvviso batte un colpo: da centro area il destro di Mehemeti supera Sonzogni ma si spegne sulla traversa. L’Algeria raddoppia e a 16’ dalla fine l’Italia può tornare in corsa con un calcio di rigore: dal dischetto di presenta Casagrande che non trema, è 2-0 e gli Azzurrini sono a un gol dalla qualificazione. Il finale non è adatto ai deboli di cuore, perché l’Italia sa che con una rete si qualificherebbe in semifinale e attacca a testa bassa: i 16.500 di Taranto sostengono gli Azzurrini e a furia di occasioni su occasioni lo stadio può esplodere. Al 6’ di recupero Perillo segna il 3-0: è il gol qualificazione. L’Italia e lo Iacovone fanno festa.





