Vis Casilina (calcio, Under 18 Elite), Sbraglia non vede l’ora: “Sono emozionato, adrenalina forte”

Roma – La Vis Casilina tiene in particolar modo alla categoria Under 18 in questa stagione. Il club capitolino disputerà il suo primo campionato Elite e per farlo ha scelto un uomo che è stato fortemente legato agli ultimi anni della società. Si tratta di Wladimiro Sbraglia, per tutti semplicemente “Miro”, che affronterà la sua prima esperienza in assoluto da primo allenatore dopo essere stato il vice tecnico proprio col gruppo Under 17 regionale della passata stagione che ha concluso al secondo posto. “C’è un’emozione forte e tanta adrenalina, come se fosse la prima volta da giocatore – dice Sbraglia – Ho preso il patentino Uefa B addirittura nel 2008 e sapevo che questa sarebbe stata una strada possibile una volta appesi gli scarpini. Lo scorso anno ho disputato la mia ultima annata da giocatore, ma dovendo compiere 48 anni a gennaio prossimo era giusto andare oltre. Ho iniziato l’anno scorso con un’esperienza da vice allenatore e poi il discorso di prendere in mano questo gruppo è nato quasi all’improvviso. La squadra è in costruzione, il direttore generale Fabio Bartoli e il direttore tecnico Daniele Barile stanno lavorando, poi il 31 agosto ci raduneremo e inizieremo a formare l’organico. Non conosco ancora il livello del campionato e delle avversarie anche perché per il comitato regionale del Lazio sarà la prima stagione con la novità dell’Elite anche nell’Under 18: sicuramente ci saranno delle difficoltà e noi ci dovremo far trovare pronti”. Sbraglia conclude parlando del suo rapporto col presidente Enrico Gagliarducci e del suo nuovo percorso da tecnico: “Con Gagliarducci c’è un legame di stima da tempo, già da quando lui era alla Borghesiana. Anche l’anno scorso, pur giocando ancora con la Fidelis Torbellamonaca, ero spesso al “De Fonseca” e ho iniziato il percorso da vice allenatore. Il calcio è il mio mondo e mi piacerebbe continuare in questo ruolo: mi metto in gioco e spero di fare bene, ben sapendo che non è automatico imporsi da allenatore solo perché si è stati calciatori”.




