Inter-Cagliari Serie A 3-0 : formazioni, risultato finale, cronaca e post partita
Inter-Cagliari Serie A 3-0
Marcatori: 52′ Thuram (I), 56′ Barella (I), 90’+2′ Zielinski (I)
INTER (3-5-2): 13 Martinez; 25 Akanji, 6 De Vrij, 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella (17 Diouf 89′), 20 Calhanoglu (16 Frattesi 85′), 22 Mkhitaryan (7 Zielinski 76′), 32 Dimarco (11 Luis Henrique 76′); 94 Esposito, 9 Thuram (14 Bonny 76′). A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 15 Acerbi, 36 Darmian, 48 Mosconi, 51 Alexiou. Allenatore: Cristian Chivu.
CAGLIARI (3-5-2): 1 Caprile; 32 Zé Pedro (19 Belotti 88′), 26 Mina, 33 Obert (28 Zappa 76′); 2 Palestra, 8 Adopo, 10 Gaetano (14 Deiola 57′), 25 Sulemana (90 Folorunsho 76′), 15 Rodriguez; 29 Borrelli (31 Mendy 57′), 94 S. Esposito. A disposizione: 12 Sherri, 24 Ciocci, 9 Kiliçsoy, 18 Raterink, 20 Albarracin, 22 Dossena, 27 Liteta, 37 Trepy. Allenatore: Fabio Pisacane.
Ammoniti: S. Esposito (C), Borrelli (C). Recupero: 2′ – 4′.
Arbitro: Marchetti. Assistenti: Rossi L. – Cavallina. Quarto ufficiale: Bonacina. VAR: Meraviglia. Assistente VAR: Di Bello.
SQUALIFICATI Inter: Sucic (1). Cagliari: –
DIFFIDATI Inter: Akanji. Cagliari: Gaetano, Zé Pedro.
Se vuoi le ultime notizie ed essere sempre aggiornato in tempo reale scarica sul cellulare www.zonacalciofaidate.it
Sei in vacanza e vuoi le ultime news di zonacalciofaidate! vai su Instagram o Facebook di zonacalciofaidate
Fa caldo a San Siro. La temperatura è altissima. Aprile, ma sembra agosto. Temperatura alta, ma quello che succede al Meazza incendia ancora di più l’atmosfera. Una notte da ricordare, un altro passo verso il traguardo. Quanto canta, il Meazza? Quanti decibel vengono raggiunti, dal primo all’ultimo minuto e anche oltre, quando tutti abbracciano la squadra in un momento che è di tutto il popolo nerazzurro. Sì, manca sempre meno. Il 3-0 sul Cagliari è un altro tassello. Non scontato, anzi. Lo 0-0 del primo tempo, il match bloccato, le difficoltà nello sfondare di fronte a una squadra compatta e ultra attenta. Poi l’Inter ha fatto l’Inter. In meno di quattro minuti – 3 e 25, per l’esattezza – ha sfondato il muro sardo. Due gol, prima Thuram e poi Barella. Il 2-0 del centrocampista, poi portato in trionfo in spalla proprio dal centravanti francese, ha di fatto segnato il match in maniera definitiva. Forza di volontà e giocate di classe, come quella che ha salutato lo stadio nel recupero: lo straordinario gol di Zielinski per il 3-0. Mancano cinque partite alla fine del campionato e l’Inter sale a quota 78, in attesa che scendano in campo le altre avversarie. Ma per Chivu e i suoi ragazzi è tempo di pensare a martedì, Inter-Como, semifinale di Coppa Italia.
La Serie A: https://www.zonacalciofaidate.it/serie-a/
La serie B: https://www.zonacalciofaidate.it/serie-b/
La Serie C: https://www.zonacalciofaidate.it/serie-c/
LA PARTITA Martinez tra i pali, De Vrij al centro della difesa, Mkhitaryan a centrocampo. L’Inter alza subito il baricentro, ma trova le linee fitte del Cagliari. Pochi spazi, ma al 16′ la prima grandissima occasione: la connessione Esposito-Thuram funziona, Dimarco da pochi passi viene murato. L’Inter manovra bene, Pio si dà un gran da fare, mentre il Cagliari si appoggia spesso alle cavalcate sulla destra di Palestra. Una conclusione di Carlos su schema da corner e un bel tiro di Pio con la parata di Caprile sono le occasioni migliori in un primo tempo poco “elettrico” per l’Inter, quasi anestetizzata dall’atteggiamento del Cagliari. Serve una fiamma, che accenda tutto e tutti. L’avvio di ripresa della squadra di Chivu è incendiario. Martella da subito la squadra nerazzurra, con conclusioni sballate che denotano una grande, grande voglia di trovare la porta. L’innesco giusto è di Barella, strepitoso a far filtrare un pallone d’oro per Dimarco nonostante un fallo. Poi Dimash vola sulla sinistra per fare quello che sa fare meglio: un altro assist perfetto (quello del record in Serie A), per Thuram che da due passi segna. A San Siro è un delirio autentico, con il vantaggio che porta immediatamente al raddoppio. Il Cagliari è frastornato, il rumore altissimo. In questo pandemonio, tre minuti e 25 secondi dopo la rete di Tikus, Barella fa un altro capolavoro, sfondando il muro avversario e fulminando Caprile con un destro meraviglioso. Pochi istanti dopo eccolo lì, sulle spalle di Thuram, a prendere tutto l’amore di San Siro, in estasi totale. Il 2-0 è un colpo troppo duro per il Cagliari. L’Inter controlla con classe, rischiando solo in un’occasione, con un’ottima chiusura di Akanji. Si vedono pezzi di bravura e tecnica sopraffina, la stessa che permette a Zielinski di segnare da oltre 20 metri in pieno recupero: un tiro incredibile all’incrocio, degna conclusione di una notte bellissima. E se ne va…
Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, analizza la sfida in casa dell’Inter che ha visto prevalere i nerazzurri per 3-0 allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano.
LA GARA
“Quando si perde non si è mai contenti, non fa mai piacere. Ci sta che i due gol a inizio secondo tempo ci abbiano disorientato. Stavamo tenendo bene il campo, sapevamo che l’Inter ci poteva creare problemi, come è normale davanti a una squadra così forte. Affrontavamo la squadra più forte del campionato, ma la palla sul primo gol poteva essere gestita meglio, così come sugli altri due e così come potevamo sfruttare meglio alcune situazioni che avevamo creato molto bene. Ma, d’altronde, quando una squadra fa gol significa che l’altra qualche errore l’ha commesso, altrimenti finirebbe sempre 0-0. L’Inter spesso riparte forte nella ripresa aggredendoti e mettendo dentro ritmo e qualità, e l’uno-due mortifero lo ha dimostrato. Troppi gol in avvio dei due tempi? Credo che se a un certo punto della stagione determinate situazioni negative diventano ricorrenti vuol dire che le cose vanno analizzate a fondo, talvolta ci sono anche aspetti mentali e in alcune circostanze durante l’annata questo ha inciso. Dispiace non raccogliere punti stasera, ma siamo consapevoli che oggi fosse una gara proibitiva al cospetto dei migliori del lotto. Purtroppo contro certi campioni non puoi sbagliare nulla, noi oggi l’abbiamo impostata in un modo e per certi versi in alcuni tratti l’abbiamo gestita molto bene, poi il doppio cazzotto di inizio ripresa è stato duro da digerire. Non siamo stati bravi nel capire il momento dopo l’intervallo, quando occorreva compattarsi ancora di più per reggere l’urto davanti alla spinta qualitativa dell’Inter”.
IL PERCORSO
“Personalmente metto il Cagliari davanti a tutto, questa salvezza va raggiunta per questi colori e per questo popolo, stiamo completando un’annata tribolata per tanti ostacoli ma insieme dobbiamo e possiamo ottenerla. Dobbiamo rimanere sul pezzo, con voglia e con la giusta paura, che ti deve portare a dare il massimo applicandoti ogni giorno. Ogni partita è difficile, non ci siamo salvati contro la Cremonese, dove abbiamo fatto tre passi importanti ma occorre muovere ancora la classifica andando avanti con abnegazione e sacrificio, manca poco ma c’è ancora da fare. Abbiamo steccato partite sulla carta più alla nostra portata e fatto bene in sfide considerate proibitive, ma si possono fare punti ovunque e il calcio lo dimostra da sempre. Dobbiamo far sì che ciò accada, ma alcune volte bisogna fare i conti con la realtà ed essere consci che fare tutto al meglio non sempre basta. Dobbiamo fare più punti possibili per centrare l’obiettivo: per noi è stata un’annata particolare, con tante defezioni, troppo spesso abbiamo prodotto poco in zona offensiva difettando dal punto di vista della rifinitura o della conclusione in porta, questo puoi pagarlo quando non sei perfetto nella fase difensiva. Abbiamo sempre cercato di esprimere il nostro gioco, con tanti giovani. Sono convinto che saranno proprio loro insieme ai senatori a portarci all’obiettivo. Mancano cinque gare, la nostra missione continua e va portata a termine: saranno partite dove dovremo fare i punti necessari, sono fiducioso che insieme ai ragazzi arriveremo in porto. Personalmente sto crescendo sotto tutti i punti di vista, è una stagione in cui sto mettendo dentro esperienze importanti confrontandomi con allenatori bravissimi, costruendo un bagaglio che sicuramente farà di me un allenatore migliore in futuro”.
LE SCELTE DI FORMAZIONE
“Sia Borrelli che Esposito avevano iniziato la gara anche contro la Cremonese, Gennaro lo abbiamo aspettato e rimpianto a lungo, oggi finalmente è di nuovo con noi, perché ci abbiamo puntato molto in estate per averlo accanto a Belotti e a maggior ragione dopo l’infortunio di Andrea. In mezzo al campo volevo due giocatori di gamba e ho optato per Adopo e Sulemana, inserendo poi gli altri, le scelte si fanno sempre per il bene della squadra e pensando di fare il meglio per raggiungere il risultato in seguito a tante valutazioni nel corso della settimana. Kilicsoy? Vedendo i ragazzi ogni giorno, penso che in questo momento Semih non mi offra garanzie adeguate dal punto di vista fisico, aggiungo che non gli renderei giustizia nel metterlo dentro per pochi minuti finali, spero che da qui alla fine mi dia risposte diverse soprattutto in allenamento e a quel punto tornerà ad avere certamente le sue opportunità. Palestra? Anche stasera ha dimostrato le sue qualità fisiche e tecniche che sono eccellenti, siamo felici di averlo portato alla ribalta, merita tutto ciò che sta raccogliendo e noi come Club gli auguriamo il meglio per il suo futuro”.
Queste le parole di Chivu nelle interviste post gara:
“Eravamo consapevoli dell’importanza della partita, nel primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà nel giro palla e abbiamo permesso a loro di correre meno e rendersi pericolosi. Nel secondo tempo abbiamo alzato livello del palleggio e delle corse e quando l’Inter sblocca la partita si toglie pressione e inizia a divertirsi, a trovare le giocate. Abbiamo qualità sono grandi giocatori e grandi uomini che si divertono giocando. C’è consapevolezza di tutto il lavoro fatto e di quanto di buono è stato fatto per essere competitivi: abbiamo raggiunto l’obiettivo Champions e ora guardiamo avanti per essere competitivi fino in fondo. Ci sono tante qualità umane: questi ragazzi si sono lasciati alle spalle la scorsa stagione mettendoci la faccia e mettendosi in gioco fin dall’inizio, hanno sempre reagito mantenendo qualcosa di importante che avevano costruito con tanta voglia e tanta rabbia. La Champions? Non è mai semplice, affronti avversari che hanno un livello molto alto, come le squadre inglesi e quelle che si rinforzano ogni anno spendendo tantissimi soldi e non è comunque certezza di vittoria. Noi vogliamo essere competitivi anche in Europa è uno degli obiettivi delle società di grande livello, qualificarsi in Champions non è uno scherzo perché tutti vogliono essere competitivi”
Cristian Chivu





